I am | Gaetano Armenio
I am | Gaetano Armenio

Voglio parlare con il titolare!

E’ una frase che ha accompagnato spesso i primi anni di attività in quel lontano ottobre 1980 quando i clienti, pur di mendicare sconti su quelle poche centinaia di lire che ci dovevano, ricorrevano a questo espediente per metterci in imbarazzo.

Giovani diciottenni appena freschi di diploma (avevo appena terminato gli studi presso l’Istituto Tecnico Commerciale di Molfetta), stretti da un’amicizia nella quale condividevamo valori e interessi culturali, misero le basi per un’avventura imprenditoriale unica in quegli anni ’80, nel settore della stampa serigrafica: la Cooperativa L’immagine. All’epoca uno dei rarissimi esempi di imprenditoria giovanile, in un territorio, quello del Sud Italia, ancora oggi poco incline all’iniziativa privata.

Un locale di appena trenta mq nella periferia di Molfetta, in una via che già il nome presagiva qualcosa di nefasto: via Francesco Nullo. “Nullo” era esattamente quello che avevamo: ci faceva compagnia l’entusiasmo e la voglia di fare, di costruire, di condividere.

Dopo alcuni anni le enormi difficoltà economiche accentuarono i conflitti personali che sfociarono nella chiusura della cooperativa (anno 1983) per dar vita ad una società con tre soci “L’Immagine pubblicità”: uno dei tre soci ancora oggi condividiamo insieme questo percorso imprenditoriale.

Prima serigrafo, poi fotocompositore, poi il primo Mac nel 1988.

 

Chiedete i soldi in famiglia!

Fu la risposta di un dirigente del Policlinico una mattina d’estate del 1987 a seguito delle mie insistenze quotidiane nel reclamare i nostri diritti di fornitore: essere pagati per far fronte agli impegni assunti con i nostri fornitori. Una gara d’appalto vinta al Policlinico di Bari e pagata dall’ente con mesi e mesi di ritardo, rispetto ai 90gg concordati, fu la causa della fuoriuscita del terzo socio. Si era ad un bivio: chiudere i battenti o rimboccarsi le maniche e ricominciare daccapo. Gli ingredienti utilizzati furono: tenacia, un pizzico di incoscienza e visione.

 

Chi c’è dietro di voi?

Era una mattina d’estate del 1992, quando fui convocato dal politico di turno molto in auge in quegli anni, nel suo studio privato in corso Dante a Molfetta; mi ritrovai a rispondere a quella domanda per me inaspettata e per lui altrettanto inaspettata fu la risposta: dietro di noi non c’è nessuno. Era iniziata la costruzione del nostro attuale opificio nella zona industriale di Molfetta con nuovi impianti stampa nel settore della editoria artistica e pubblicitaria; ad alcuni pareva strano che un’operazione finanziaria e progettuale fosse maturata e realizzata senza l’avvallo del politico di turno. Il Sud era, e forse lo è ancora oggi, anche questo.

 

Che fare?

Non solo è il titolo di una famosa pubblicazione di Lenin, ma è la domanda che ci ponemmo io e il compagno d’avventura Stefano Salvemini, in una mattina d’estate del 1993, guardando davanti ai nostri occhi la nostra nuova sede che iniziava a prendere forma nell’area industriale di Molfetta. Il governo Amato, di fronte all’ennesima crisi economica del nostro Paese, nell’arco di una notte aveva prelevato soldi “dalle tasche degli italiani” e annullato tutti i finanziamenti con decorrenza retroattiva.

Daccapo: tenacia, un pizzico di incoscienza e visione. Si va avanti.

 

Chi li ha disegnati?

Me lo chiese l’allora titolare della Galleria La Maria del Porto di Trani: erano dei cybachrome di piccolo formato, tra fotografia e grafica, che arredavano il mio ufficio. Fu allora che organizzai la mia prima mostra dal titolo “Miscellanea” a Trani nell’estate del 1993. E poi venne “Bilico - Visioni digitali” e partecipazioni a collettive d’arte contemporanea nazionali ed internazionali.

 

Kalogero

Mi affibbiarono simpaticamente questo nomignolo, nel workshop fotografico a cui partecipai in Sicilia per fotografare i riti della settimana santa nel 2004: ero l’unico italiano per di più meridionale. L’anno successivo a Molfetta ecco “Misere” il reportage fotografico realizzato in Sicilia e proiettato nella Chiesa di San Pietro, con musica e performance teatrali.

 

E’una follia!

Chiedere al mondo dell’impresa di raccontarsi attraverso un format editoriale quale fu “Zapp Impresa” è stata una splendida follia che coinvolse tutti gli imprenditori dell’area industriale di Molfetta. Una rivista che fece da collante nel 2005 per una serie di inziative di comunicazione&marketing territoriale: convegni, partecipazione a fiere di settore, incontri istituzionali, formazione.

 

Ma è un comunista?

Fu una domanda che si pose don Pio, quando in un viaggio nel 2006 con i frati francescani in Terra Santa, gli dissi che non avrei partecipato alle funzioni religiose perché il mio obiettivo del viaggio era solo realizzare un reportage fotografico sui luoghi santi della Cristianità. E poi al ritorno dal viaggio, venne “la Via per Gerusalemme” una serie di concerti, mostre fotografiche, installazioni artistiche tra Molfetta e Castellaneta con la pubblicazione di un volume fotografico “infinito finito”.

 

Voglio un bel manifesto!

Me lo chiese l’allora priore della Confraternita della Morte dott. Franco Stanzione in una fredda giornata di dicembre 2006. Di riposta ebbe fra le mani, nel giro di pochi giorni, un progetto di promozione dei riti della “Settimana Santa a Molfetta”, da € 30.000,00. Progetto cofinanziato in minima parte dalla Confraternita e il restante da alcune aziende dell’area industriale di Molfetta.

 

L’acqua calda!

“Avete scoperto l’acqua calda: ce l’avevamo sotto gli occhi e nessuno ci ha mai pensato” mi fu detto. Avevo intuito che avevo sfiorato con le mani un tesoro di arte, cultura, tradizioni. C’era bisogno di fare un passo in avanti. Sognavo di trasformare il brand da “Settimana Santa a Molfetta” in “Settimana Santa in Puglia: i luoghi della Passione”. Ci riesco. A gennaio del 2008 raccolgo le prime adesioni di dieci c comuni pugliesi e grazie all’intelligenza e alla capacità di guardare oltre di alcuni uomini dell’allora Regione Puglia, parte il progetto di promozione dei riti pasquali pugliesi. Oggi i comuni che fanno parte della “rete” sono ventidue.

 

Ma tu chi sei?

Me lo chiese una dirigente della Regione Puglia. Un cane sciolto direbbe qualcuno, che riesce a coinvolgere, emozionare, a fare rete a tal punto da partire nel 2012 con un nuovo progetto di promozione delle nostre tradizioni. Le feste patronali. Parte il progetto di promozione turistica “Patroni di Puglia” con i primi dodici comuni pugliesi in “rete”. Oggi i comuni sono trentadue.

Vengo rapito sulla via per Damasco: il turismo.

Dal 2013 al 2015 arriva “Puglia autentica”, la “Puglia degli eventi emozionali”, “Sancta” un nuovo brand che raccoglie e sintetizza tutto il turismo religioso-culturale della nostra regione in un unico format promozionale. Il concorso fotografico internazionale sui riti pasquali con l’Accademia di Brera e l’Istituto Europeo di Fotografia di Parigi con testimonial Gianni Berengo Gardin. E poi i progetti di promozione turistica con i brand “VisitMolfetta” e “VisitBitonto”.

 

Che ci faccio io qui?

Me la sono posta molte volte questa domanda, soprattutto quando cala il silenzio nella sala e davanti a te, davanti ad un microfono, c’è una platea che ti osserva in attesa di decidere se condividere la tua idea oppure criticarti al tuo primo passo falso. Preparati! Un pizzico di autoironia aiuta molto: mai prendersi sul serio.

 

Non ne sei capace!

Me lo disse un ”collega” imprenditore. Nel 2014 sono co-fondatore dell’Associazione Imprenditori dell’Area Industriale di Molfetta, di cui sono presidente per alcuni mesi: dopo l’esperienza di Zapp Impresa sembra che la storia si ripeta e come diceva Churchill “la storia si ripete ma sembra che non ci insegni mai nulla”. E poi daccapo un nuovo percorso di promozione&marketing territoriale con il progetto “molfettaexport.com” preparato e presentato all’Expogate di MilanoExpo2015 per promuovere l’area industriale di Molfetta con sessanta aziende al seguito.

 

Hola, ¿estoy hablando con el Sr. Armenio?

Fu una telefonata arrivatami in una calda mattinata estiva del 2018 da Valladolid, dalla Università di Valladolid, a innescare la miccia per un progetto di interscambio turístico-culturale con gli amici spagnoli denominato “Plenilunio di Primavera: la Settimana Santa tra Spagna e Puglia” realizzatosi poi nel 2019 con i comuni di Bitonto, Molfetta, Vico del Gargano, Lecce e Valladolid. Cinquanta tra musicisti, confratelli, fotografi partono per la Spagna per una tre giorni di concerti, mostre fotografiche, incontri istituzionali, convegni. Il progetto di promozione è ancora in corso.

 

Siamo ancora qua, eh già!...

...parafrasando una celebre canzone di Vasco Roosi. Quest’anno sono quarant’anni di attività imprenditoriale da quel lontano 1980.

Siamo ancora qua, pronti a nuove sfide con l’entusiasmo e la curiosità di sempre.

 

 

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