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VERGINE D'OLIVA, 2003

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VERGINE D'OLIVA, 2003

Chi Siamo

BILICO ...

Metamorfosi digitali e cibachrome di Gaetano Armenio in una sala al buio: a ogni visitatore una lampada e una caramella alla lavanda. Terlizzi, 2001.

 

Ho fatto entrare i visitatori in una sala completamente al buio. A ciascuno davo due cose, una lampada tascabile e una caramella al gusto di lavanda. Le opere si scoprivano una alla volta, dentro il fascio di luce, senza sapere cosa aspettarsi al passo successivo. Volevo che le immagini si rivelassero lentamente, con quella tensione che nasce quando non vedi tutto in una volta.

BILICO era una mostra di metamorfosi digitali, cybachrome di grande formato e video-grafica, in un periodo in cui le tecniche digitali stavano appena entrando nel lavoro fotografico. Un video ipnotico accompagnava il percorso e guidava il ritmo con cui ci si muoveva tra luce e ombra. Il tema era il confine tra visibile e invisibile, e l'allestimento al buio lo metteva in scena prima ancora delle fotografie.

 

Ho realizzato le fotografie, le elaborazioni digitali, la video-grafica e l'allestimento dell'intera mostra. La sede era la Galleria d'arte RA di Terlizzi.

Una mostra non è solo quello che appendi alla parete. A BILICO l'esperienza cominciava dal buio e da una lampada in mano. Le fotografie erano le stesse per tutti, ma ognuno le scopriva nel proprio ordine, al proprio ritmo. È stata la prima volta che ho capito quanto conta come fai entrare le persone in una sala, non solo cosa ci metti dentro.

 

 

Video > https://youtu.be/0hNgr_VsZQU

 

 

Mostra fotografica tra visibile e invisibile: cybachrome e video-grafica alla Galleria RA di Terlizzi

MISERERE, ...

Reportage sui riti della Settimana Santa siciliana, da Enna a Scicli, diventato proiezioni audio-video a Molfetta. Di Gaetano Armenio, 2005.

 

MISERERE è nato sul campo, nei riti processionali della Settimana Santa siciliana. Ho fotografato e filmato a Barrafranca, Enna, Scicli, Sortino, Melilli e Ferla, sei comuni dove le processioni pasquali si vivono con un'intensità che, a guardarla, ti cambia il modo di fotografare. Il reportage è nato con il Toscana Photography Workshop, sotto la guida del tutor Andrea Pistolesi.

 

Il materiale raccolto in Sicilia è diventato una serie di proiezioni audio-video-fotografiche, presentate a Molfetta nella Chiesa di San Pietro l'11, 12 e 13 marzo 2005. Le immagini e i video portavano il pubblico dentro i riti, tra suono, buio e fotografia. A completare le serate, la performance teatrale di Ninì Vernola, una collaborazione che sarebbe tornata vent'anni dopo nella mostra PER CRUCEM AD LUCEM.

 

 

Ho realizzato il reportage fotografico sul campo, il montaggio e l'allestimento delle proiezioni, alla Chiesa di San Pietro a Molfetta, con un impianto luci e audio curato direttamente dai tecnici del Festival della Taranta.

 

In Sicilia ho fotografato riti che assomigliavano a quelli pugliesi e insieme erano completamente diversi. Le stesse processioni, lo stesso dolore messo in scena, ma un'altra grammatica. MISERERE mi ha insegnato presto una cosa che avrei ritrovato per tutta la carriera. I riti della Settimana Santa si somigliano da lontano e si distinguono da vicino. Il lavoro è tutto lì, nel vicino.

 

 

press: www.exibart.com/evento-arte/gaetano-armenio-misere

 

Mostra fotografica sui riti della Settimana Santa siciliana. Reportage in sette comuni diventato proiezioni audio-video, alla Chiesa di San Pietro a Molfetta, nel 2005.

L'AMANTE ...

Ho rifatto Gli Amanti di Magritte con il prosciutto crudo al posto del telo. Opera di Gaetano Armenio per la collettiva Pesce d'Aprile, Bari 2003.

 

Era il primo aprile, e dicevo sul serio. Ho rifatto "Gli Amanti" di Magritte con il prosciutto crudo al posto del telo bianco, e sotto quella fetta di salume che copriva il viso c'ero io. Il titolo fa il resto del lavoro, "L'Amante di Parma".

 

L'opera è nata per "Pesce d'Aprile", una collettiva d'arte contemporanea che si teneva, non a caso, il primo aprile 2003. La data era già una dichiarazione d'intenti. Tutta la mostra giocava sull'ironia e sull'autoironia verso l'arte contemporanea e il suo sistema, e citare Magritte per poi sostituire il suo telo enigmatico con un prodotto da banco gastronomico era il mio modo di prendere in giro la solennità con cui l'arte spesso parla di sé.

 

Usare una fetta di prosciutto per dire amore, rappresentazione, identità.

 

Ho ideato e realizzato l'opera fotografica "L'Amante di Parma", esposta alla Galleria Spazio IKONOS di Bari.

Opera fotografica per mostra d'arte contemporanea