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Chi Siamo

VERGINE ...

La mia VERGINE D'OLIVA è un volto frontale e speculare, sdoppiato in due metà che si fronteggiano come in un'icona. Il fondo verde a strisce verticali richiama la luce filtrata tra le foglie di un uliveto. Un elemento ligneo a forma fallica introduce il maschile accanto all'icona mariana, in un cortocircuito voluto tra sacro, sessualità e terra. Ho lavorato sul punto di contatto tra modernità e tradizione, e il titolo devozionale tirava da una parte mentre il soggetto tirava dall'altra.

 

L'opera è un cybachrome di grande formato che ho realizzato nel 2003 per una collettiva d'arte contemporanea con artisti italiani e internazionali. Il tema era l'oliva come simbolo culturale, spirituale e sociale del Mediterraneo. L'oliva era il filo conduttore, e ogni artista la interpretava con il proprio linguaggio.

 

La collettiva ha avuto due sedi. La Pinacoteca Provinciale di Bari, dal 31 maggio al 30 giugno 2003, e il Parlamento Europeo di Strasburgo, dal 6 dicembre 2003 al 6 gennaio 2004. Il grande formato del cybachrome teneva insieme due cose lontane, il rimando devozionale del titolo e il radicamento materiale del soggetto.

Opera fotografica in cybachrome per una collettiva d'arte contemporanea sull'oliva del Mediterraneo.

MISERERE, ...

MISERERE è nato sul campo, nei riti processionali della Settimana Santa siciliana. Ho fotografato e filmato a Barrafranca, Enna, Scicli, Sortino, Melilli e Ferla, sei comuni dove le processioni pasquali si vivono con un'intensità che, a guardarla, ti cambia il modo di fotografare. Il reportage è nato con il Toscana Photography Workshop, sotto la guida del tutor Andrea Pistolesi.

 

Il materiale raccolto in Sicilia è diventato una serie di proiezioni audio-video-fotografiche, presentate a Molfetta nella Chiesa di San Pietro l'11, 12 e 13 marzo 2005. Le immagini e i video portavano il pubblico dentro i riti, tra suono, buio e fotografia. A completare le serate, la performance teatrale di Ninì Vernola, una collaborazione che sarebbe tornata vent'anni dopo nella mostra PER CRUCEM AD LUCEM.

 

 

Ho realizzato il reportage fotografico sul campo, il montaggio e l'allestimento delle proiezioni, alla Chiesa di San Pietro a Molfetta, con un impianto luci e audio curato direttamente dai tecnici del Festival della Taranta.

 

In Sicilia ho fotografato riti che assomigliavano a quelli pugliesi e insieme erano completamente diversi. Le stesse processioni, lo stesso dolore messo in scena, ma un'altra grammatica. MISERERE mi ha insegnato presto una cosa che avrei ritrovato per tutta la carriera. I riti della Settimana Santa si somigliano da lontano e si distinguono da vicino. Il lavoro è tutto lì, nel vicino.

 

 

press: www.exibart.com/evento-arte/gaetano-armenio-misere

 

Mostra fotografica sui riti della Settimana Santa siciliana. Reportage in sette comuni diventato proiezioni audio-video, alla Chiesa di San Pietro a Molfetta, nel 2005.

MISCELLANEA, ...

«Bellissimi, perché non organizza una mostra?»

Me lo chiese la signora Rosanna Gaeta, della Libreria La Maria del Porto di Trani, in un caldo pomeriggio d'estate, nel mio ufficio. Stava guardando alcuni miei lavori. Io scoppiai a ridere. Non ridevo più qualche settimana dopo, il giorno dell'inaugurazione. Ero così sopraffatto dall'ansia che non mi presentai alla mia stessa mostra.

 

MISCELLANEA raccoglieva opere grafiche e fotografiche costruite con elaborazioni digitali, forti contrasti cromatici, un percorso sui sentimenti umani e la loro vitalità contrastante. Era il 1996. I media digitali stavano appena cominciando a entrare nel lavoro di chi faceva immagini, e io ci stavo già dentro fino al collo.

 

Ho realizzato tutte le opere esposte, grafiche, fotografiche ed elaborazioni digitali, e curato l'allestimento della mostra, alla Libreria La Maria del Porto di Trani.

La mia prima mostra è nata perché qualcun altro ha visto qualcosa nei miei lavori prima che lo vedessi io. Non mi presentai all'inaugurazione per l'ansia, eppure da lì è cominciato tutto il resto. A volte le cose importanti partono per caso, e tu non sei nemmeno nella stanza quando succede.

 

     

Mostra di grafica e fotografia con elaborazioni digitali.

L'AMANTE ...

Era il primo aprile, e dicevo sul serio. Ho rifatto "Gli Amanti" di Magritte con il prosciutto crudo al posto del telo bianco, e sotto quella fetta di salume che copriva il viso c'ero io. Il titolo fa il resto del lavoro, "L'Amante di Parma".

 

L'opera è nata per "Pesce d'Aprile", una collettiva d'arte contemporanea che si teneva, non a caso, il primo aprile 2003. La data era già una dichiarazione d'intenti. Tutta la mostra giocava sull'ironia e sull'autoironia verso l'arte contemporanea e il suo sistema, e citare Magritte per poi sostituire il suo telo enigmatico con un prodotto da banco gastronomico era il mio modo di prendere in giro la solennità con cui l'arte spesso parla di sé.

 

Usare una fetta di prosciutto per dire amore, rappresentazione, identità.

 

Ho ideato e realizzato l'opera fotografica "L'Amante di Parma", esposta alla Galleria Spazio IKONOS di Bari.

Opera fotografica per mostra d'arte contemporanea