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MISERERE, 2005

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MISERERE, 2005

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MISCELLANEA, ...

«Bellissimi, perché non organizza una mostra?»

Me lo chiese la signora Rosanna Gaeta, della Libreria La Maria del Porto di Trani, in un caldo pomeriggio d'estate, nel mio ufficio. Stava guardando alcuni miei lavori. Io scoppiai a ridere. Non ridevo più qualche settimana dopo, il giorno dell'inaugurazione. Ero così sopraffatto dall'ansia che non mi presentai alla mia stessa mostra.

 

MISCELLANEA raccoglieva opere grafiche e fotografiche costruite con elaborazioni digitali, forti contrasti cromatici, un percorso sui sentimenti umani e la loro vitalità contrastante. Era il 1996. I media digitali stavano appena cominciando a entrare nel lavoro di chi faceva immagini, e io ci stavo già dentro fino al collo.

 

Ho realizzato tutte le opere esposte, grafiche, fotografiche ed elaborazioni digitali, e curato l'allestimento della mostra, alla Libreria La Maria del Porto di Trani.

La mia prima mostra è nata perché qualcun altro ha visto qualcosa nei miei lavori prima che lo vedessi io. Non mi presentai all'inaugurazione per l'ansia, eppure da lì è cominciato tutto il resto. A volte le cose importanti partono per caso, e tu non sei nemmeno nella stanza quando succede.

 

     

Mostra di grafica e fotografia con elaborazioni digitali

BILICO ...

Metamorfosi digitali e cibachrome di Gaetano Armenio in una sala al buio: a ogni visitatore una lampada e una caramella alla lavanda. Terlizzi, 2001.

 

Ho fatto entrare i visitatori in una sala completamente al buio. A ciascuno davo due cose, una lampada tascabile e una caramella al gusto di lavanda. Le opere si scoprivano una alla volta, dentro il fascio di luce, senza sapere cosa aspettarsi al passo successivo. Volevo che le immagini si rivelassero lentamente, con quella tensione che nasce quando non vedi tutto in una volta.

BILICO era una mostra di metamorfosi digitali, Cibachrome di grande formato e video-grafica, in un periodo in cui le tecniche digitali stavano appena entrando nel lavoro fotografico. Un video ipnotico accompagnava il percorso e guidava il ritmo con cui ci si muoveva tra luce e ombra. Il tema era il confine tra visibile e invisibile, e l'allestimento al buio lo metteva in scena prima ancora delle fotografie.

 

Ho realizzato le fotografie, le elaborazioni digitali, la video-grafica e l'allestimento dell'intera mostra. La sede era la Galleria d'arte RA di Terlizzi.

Una mostra non è solo quello che appendi alla parete. A BILICO l'esperienza cominciava dal buio e da una lampada in mano. Le fotografie erano le stesse per tutti, ma ognuno le scopriva nel proprio ordine, al proprio ritmo. È stata la prima volta che ho capito quanto conta come fai entrare le persone in una sala, non solo cosa ci metti dentro.

 

 

Guarda il video

 

 

Mostra fotografica tra visibile e invisibile: Cibachrome e video-grafica alla Galleria RA di Terlizzi

L'AMANTE ...

Ho rifatto Gli Amanti di Magritte con il prosciutto crudo al posto del telo. Opera di Gaetano Armenio per la collettiva Pesce d'Aprile, Bari 2003.

 

Era il primo aprile, e dicevo sul serio. Ho rifatto "Gli Amanti" di Magritte con il prosciutto crudo al posto del telo bianco, e sotto quella fetta di salume che copriva il viso c'ero io. Il titolo fa il resto del lavoro, "L'Amante di Parma".

 

L'opera è nata per "Pesce d'Aprile", una collettiva d'arte contemporanea che si teneva, non a caso, il primo aprile 2003. La data era già una dichiarazione d'intenti. Tutta la mostra giocava sull'ironia e sull'autoironia verso l'arte contemporanea e il suo sistema, e citare Magritte per poi sostituire il suo telo enigmatico con un prodotto da banco gastronomico era il mio modo di prendere in giro la solennità con cui l'arte spesso parla di sé.

 

Usare una fetta di prosciutto per dire amore, rappresentazione, identità.

 

Ho ideato e realizzato l'opera fotografica "L'Amante di Parma", esposta alla Galleria Spazio IKONOS di Bari.

Opera fotografica per mostra d'arte contemporanea

VERGINE ...

Cibachrome di grande formato per la collettiva Vergine d'Oliva sull'oliva del Mediterraneo. Pinacoteca Provinciale di Bari e Parlamento Europeo, 2003.

 

La mia VERGINE D'OLIVA è un volto frontale e speculare, sdoppiato in due metà che si fronteggiano come in un'icona. Il fondo verde a strisce verticali richiama la luce filtrata tra le foglie di un uliveto. Un elemento ligneo a forma fallica introduce il maschile accanto all'icona mariana, in un cortocircuito voluto tra sacro, sessualità e terra. Ho lavorato sul punto di contatto tra modernità e tradizione, e il titolo devozionale tirava da una parte mentre il soggetto tirava dall'altra.

 

L'opera è un Cibachrome di grande formato che ho realizzato nel 2003 per una collettiva d'arte contemporanea con artisti italiani e internazionali. Il tema era l'oliva come simbolo culturale, spirituale e sociale del Mediterraneo. L'oliva era il filo conduttore, e ogni artista la interpretava con il proprio linguaggio.

 

La collettiva ha avuto due sedi. La Pinacoteca Provinciale di Bari, dal 31 maggio al 30 giugno 2003, e il Parlamento Europeo di Strasburgo, dal 6 dicembre 2003 al 6 gennaio 2004. Il grande formato del Cibachrome teneva insieme due cose lontane, il rimando devozionale del titolo e il radicamento materiale del soggetto.

Opera fotografica in Cibachrome per una collettiva d'arte contemporanea sull'oliva del Mediterraneo