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PROGETTI

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PROGETTI

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Comunicazione visiva a Molfetta dal 1980: etichette per l'agroalimentare, editoria, branding e marketing territoriale. Industria Felix Award 2023.

 

Una società di comunicazione visiva fondata a diciotto anni e ancora in piedi dopo quarantacinque. Dalla stampa serigrafica all'editoria, dal packaging al marketing territoriale.

 

«Quei giovani che si sono creati un lavoro»

Così ci chiamò La Gazzetta del Mezzogiorno. Era il 1980. Io e Stefano Salvemini avevamo diciotto anni, un telaio serigrafico logoro e idee freschissime. Fondammo la Cooperativa L'Immagine a Molfetta insieme a Tonino, Giovanni, Saverio, Leo e Angelo, che poi di lì a poco ci abbandonarono, senza sapere dove ci avrebbe portato. Ce lo siamo inventato, il lavoro. E quando non funzionava, abbiamo insistito finché non ha funzionato.

 

Dalla stampa serigrafica siamo passati all'editoria artistica e pubblicitaria, poi al packaging per il settore agroalimentare, al design grafico, al marketing territoriale, alla fotografia. Ogni passaggio è nato dalla curiosità di provare qualcosa di nuovo e dalla testardaggine di non fermarci al primo ostacolo. Gli ostacoli, in quarantacinque anni, non sono mancati. Stefano è ancora qui. Non è un dettaglio, vuol dire che quando decidiamo di fare una cosa, la portiamo fino in fondo. Funziona così dal 1980.

 

Cosa facciamo

Produciamo etichette autoadesive per il settore agroalimentare, dalle cantine olearie alle aziende vinicole, dall'ortofrutta ai prodotti da forno. Realizziamo progetti editoriali e di branding, libri, cataloghi e pubblicazioni che trasformano un prodotto o un territorio in qualcosa che si può sfogliare, regalare, conservare. E costruiamo strategie di marketing territoriale per borghi, destinazioni e reti di comuni. Non pacchetti preconfezionati, ogni territorio ha la sua storia, e quella raccontiamo.

 

Industria Felix Award 2023

Nel 2023, a Gallipoli, Editrice L'Immagine ha ricevuto l'Industria Felix Award, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, come impresa performante a livello gestionale e affidabile dal punto di vista finanziario nel settore turistico-culturale. Quarantacinque anni di "inventarsi il lavoro" non hanno prodotto solo idee, ma un'azienda che i numeri li regge. La parte creativa si vede subito. Quella solida si vede quando arriva un premio che misura i bilanci, non le intenzioni.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere. Inventarsi un lavoro dove non c'era, a partire da un telaio serigrafico e diciotto anni
Tenacia come metodo. Quando una cosa non funziona, si insiste finché non funziona
Curiosità di reinventarsi. Dalla serigrafia all'editoria, al packaging, al marketing territoriale, senza fermarsi a quello che si sapeva già fare
Perseveranza di una società a due. Dopo quarantacinque anni Stefano è ancora qui, e questo cambia come si decide e come si porta a termine

 

Cosa abbiamo capito

In quarantacinque anni abbiamo cambiato mestiere più volte, ma la lezione è rimasta una sola. Un lavoro te lo puoi inventare, a patto di essere abbastanza testardi da non mollare al primo no. L'abbiamo imparata in due. È la ragione per cui siamo ancora qui.

 

 

Progetti di editoria e branding: https://www.editricelimmagine.it

Soluzioni di packaging ed etichette: https://www.etichettelimmagine.it

 

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MASKS, progetto europeo sulle maschere tradizionali di Italia, Spagna, Portogallo e Romania. Dodici partner, tre anni. Comunicazione di Gaetano Armenio

Nato da una chat WhatsApp tra colleghi e approvato dalla Commissione Europea: 12 partner, 4 Paesi, 3 anni di attività.

 

Da Valladolid a un progetto europeo

Nel 2019, durante la mostra Plenilunio di Primavera a Valladolid, alcuni docenti dell'università spagnola avevano seguito da vicino il lavoro sulla comunicazione dei riti pasquali pugliesi. Qualche anno dopo è arrivato un messaggio su WhatsApp: volevano coinvolgermi in un progetto europeo sulle maschere tradizionali, affidandomi la comunicazione internazionale. MASKS nasce da lì. Da relazioni costruite sul campo, non da bandi esplorati a tavolino.

 

Un messaggio in una chat tra colleghi, una conversazione informale su maschere tradizionali e identità culturale. Nessuno di noi pensava che in pochi mesi quella conversazione sarebbe diventata un progetto triennale approvato dalla Commissione Europea. MASKS nasce così: da uno scambio tra persone che si fidavano l'una dell'altra prima ancora di avere un dossier da presentare.

 

Cosa è MASKS

MASKS lavora sulla valorizzazione delle maschere antropologiche e zooforme legate alle tradizioni millenarie di diversi territori europei, unendo ricerca, formazione, arti visive e comunicazione. L'obiettivo è costruire un archivio digitale delle maschere e delle pratiche rituali collegate, e dare visibilità internazionale a territori spesso fuori dai grandi circuiti turistici.

 

La rete mette insieme 12 partners tra università, centri di formazione, istituti di ricerca ed enti culturali di Spagna, Portogallo, Romania e Italia. Sono previste due mostre internazionali in due Capitali Europee della Cultura.

 

Capofila del progetto è l'Università spagnola di Valladolid, coordinata dalla prof.ssa Maria Pilar Panero.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Il saper fare: i docenti spagnoli mi hanno visto lavorare a Valladolid prima di propormi MASKS
Relazionarsi sul campo, non solo via email: la fiducia si costruisce di persona, progetto per progetto
Gestire le difficoltà dell'ultimo minuto senza farle pesare: è parte del metodo, non un'eccezione
Ho progettato e coordino la comunicazione internazionale del progetto: sito web, video, reportage fotografici, social media.

Cosa ho capito

MASKS è ancora in corso. Quello che so già è che cinque anni separano una mostra a Valladolid e un progetto finanziato dalla Commissione Europea. In mezzo non c'era un bando: c'era la qualità del lavoro fatto e la fiducia di chi lo aveva visto.

 

Foto di Gaetano Armenio

 

- Sito ufficiale del progetto:
https://unveilingthemasks.uva.es/

- Video istituzionale:
https://youtu.be/dJ8aUiIu-kI

- Documentario su Tricarico (Basilicata):
https://www.youtube.com/watch?v=1vs-8td0RSw&t=7s

- Intervista sul campo:
https://youtu.be/epYecj80BM4

 

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Nave Italia a Molfetta, il più grande brigantino a vela del mondo e nove associazioni per l'inclusione. Grafica e comunicazione di Gaetano Armenio.

 

La comunicazione dell'arrivo del più grande brigantino a vela operativo al mondo nel porto di casa mia. Tre giorni, nove associazioni per l'inclusione, una rete di enti militari e civili da far stare in una sola immagine.

 

Il problema arriva prima della festa

Il foglio era bianco e dovevano starci dentro tutti. Marina Militare, Fondazione Tender To Nave Italia, Capitaneria di Porto, Regione Puglia e nove associazioni molfettesi che ogni giorno lavorano con la disabilità e il disagio. Loghi che pesano, gerarchie che non ammettono sviste, un ordine che qualcuno avrebbe comunque letto come una classifica.

 

Mi hanno chiesto di curare la comunicazione di un evento. La parte vera del lavoro era questa: tenere insieme una rete senza che nessuno si sentisse messo in secondo piano, e senza trasformare un programma in un organigramma.

La decisione: la nave al centro, gli enti intorno

Ho costruito l'identità visiva attorno alla nave, non attorno agli enti. In un evento istituzionale è una scelta che va difesa, perché di solito vincono le sigle. La fotografia del brigantino occupa lo spazio, i loghi stanno dove devono senza rubare la scena. Questo ha sciolto il nodo delle gerarchie. Se al centro c'è la nave, nessun ente è primo e nessuno è ultimo. Sono tutti intorno alla stessa cosa.

Quattro giornate, quattro pubblici

Nave Italia non porta passeggeri, porta equipaggi. È un veliero di 61 metri della Fondazione Tender To Nave Italia, la Onlus promossa dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano, e ospita progetti educativi e riabilitativi per persone con disabilità e disagio psichico e sociale. Il mare e la vita di bordo sono lo strumento, ragazzi che per qualche giorno fanno i marinai veri.

 

Il programma andava letto da chi cerca cose diverse. La nave arriva Sabato 27 giugno, accolta dalla Banda Santa Cecilia di Molfetta  e il benvenuto ufficiale a bordo con le autorità e l'avvio delle attività con le associazioni. Domenica 28 le visite aperte alla città, mattina e pomeriggio. Lunedì 29 si chiude all'Auditorium del Museo Diocesano con le Conversazioni Nave Italia, dove il Comandante Matteo Malerba, il neuropsichiatra Tommaso Tota e il dott. Gagliani della Fondazione Tender To Nave Italia raccontano cosa vuol dire educare all'autonomia in mezzo al mare.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Identità visiva costruita sulla nave, per neutralizzare il problema delle gerarchie tra gli enti
Grafica e comunicazione coordinate, dalla locandina ai materiali per la stampa
Un solo sistema visivo declinato su quattro giornate con quattro pubblici diversi
Le nove associazioni tenute dentro come protagoniste, non come righe di programma

Cosa ho capito

Curare la comunicazione di un evento voluto e organizzato dall'Associazione Culturale Il Popolo Granchio di Molfetta (ba) vuol dire trovare le parole per qualcosa che le parole rischiano di tradire. Un ragazzo che impara a fidarsi del mare non è una storia commovente da vendere.

 

È una conquista vera, e va raccontata con rispetto. Il lavoro più difficile non è stato far stare cinque enti in un foglio. È stato dire una cosa delicata senza farla pesare.

 

www.ilpopologranchio.it

 

 

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Mostra fotografica per i trent'anni della Banda Santa Cecilia di Molfetta, ideata da Gaetano Armenio. Sala dei Templari, 7 marzo 2026.

Trenta pannelli, trent'anni di storia. E il microfono che non mi aspettavo.

 

«Gaetano, prendi il microfono e parla»

Molfetta, sala dei Templari, 7 marzo 2026, ore 19. La sala era piena e tutto era fermo, in attesa di chissà cosa. Poi qualcuno mi si è avvicinato: «Gaetano, prendi il microfono e parla». Non me lo aspettavo. Ho preso il microfono e ho cominciato da dove tutto è cominciato: 22 aprile 1996, quindici persone, una sola convinzione.

 

Trent'anni da raccontare, non da celebrare

Quando l'Associazione Banda Santa Cecilia mi ha affidato l'ideazione e il coordinamento della mostra fotografica per i trent'anni di attività, ho capito subito che non bastava celebrare. Bisognava raccontare. "30 anni di musica e passione" è un percorso espositivo di oltre trenta pannelli fotografici inaugurato il 7 marzo 2026 alla Sala dei Templari di Molfetta, con il patrocinio del Comune.

 

Ripercorre trent'anni di storia: dalla fondazione nel 1996 attraverso la Settimana Santa di Molfetta, la Festa Patronale i concerti e la scuola di musica. Le marce funebri che accompagnano i riti processionali pugliesi non sono semplice musica: sono l'identità sonora di una regione intera, custodita con orgoglio da associazioni come la Banda Santa Cecilia.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: trent'anni di storia sonora non si celebrano, si raccontano
Costruire un percorso narrativo, non una collezione di fotografie: ogni pannello prepara il successivo
Scrivere in registro doppio: il molfettese riconosce la storia, il turista la scopre per la prima volta
Comunicazione a più livelli: comunicati stampa, contenuti social, interviste per i media locali e regionali
Ho curato grafica, testi e identità visiva della mostra.

Cosa ho capito

Ho scritto tutti i testi dei pannelli e ho curato ogni dettaglio della comunicazione. L'unica cosa che non avevo programmato era il microfono. Me lo hanno passato senza preavviso e ho cominciato dal 22 aprile 1996. Quella data, la sala la conosceva a memoria. Gli imprevisti si gestiscono: è la parte del lavoro che non si scrive nel preventivo.

 

 

> Press

https://www.puglialive.net/30-anni-di-musica-e-passione-la-banda-santa-cecilia-inaugura-la-sua-mostra-fotografica-a-molfetta-il-7-marzo/

 

https://www.molfettaviva.it/notizie/trent-anni-in-musica-la-banda-santa-cecilia-racconta-molfetta/

 

https://www.laltramolfetta.it/banda-santa-cecilia-30-anni-di-musica-e-passione-in-mostra/

 

https://molfettalive.it/2026/03/03/trentanni-di-musica-memoria-e-identita-sabato-si-celebra-la-banda-santa-cecilia/

 

> Video

https://youtu.be/2LqefOHKLxo?si=sonJ6cNKMXslMgAd

 

https://telenorba.it/2026/03/09/molfetta-i-30-anni-della-banda-di-santa-cecilia-celebrati-in-una-mostra/

 

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Mostra fotografica sui riti della Settimana Santa tra Italia, Spagna e Portogallo, ideata da Gaetano Armenio.

 

Roma, Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi, e Molfetta, Sala dei Templari, 30 marzo-30 aprile 2025, le ambasciate presso la Santa Sede, un impianto luci insufficiente, una performance che ha diviso.

 

Porto le luci di casa

L'impianto luci della Sala dei Templari non bastava a illuminare le fotografie. Rimandare non era un'opzione, ridimensionare nemmeno. Ho caricato in macchina le luci della mia camera da letto e le ho portate in sala. Non è stata una mostra perfetta. È stata viva.

 

Una rete tra tre nazioni

Mi hanno chiesto di costruire una rete tra tre Paesi intorno ai riti pasquali. Da lì è nato PER CRUCEM AD LUCEM, un progetto di marketing turistico e culturale internazionale che ho ideato e organizzato come mostra fotografica dedicata alla Settimana Santa in Puglia, Portogallo e Spagna. L'obiettivo era raccontare l'identità europea attraverso la fotografia d'arte e costruire promozione turistica intorno ai riti.

 

Ho lavorato con le Ambasciate di Spagna e Portogallo presso la Santa Sede, il Comune di Molfetta e la Cooperativa FeArt di Onofrio Grieco. La rete di città attivata collega Molfetta, Braga, Medina de Rioseco, Peñafiel e Bercianos de Aliste. Due le sedi: Roma, nella Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi, e Molfetta, nella Sala dei Templari. Ho curato ideazione, organizzazione, comunicazione e allestimento.

 

La performance di Ninì Vernola

All'inaugurazione di Molfetta ho affiancato alla mostra una performance teatrale dell'indimenticabile attore Ninì Vernola. Una lettura densa, che toccava la guerra e la sofferenza dei bambini di Gaza. Ha commosso il pubblico e ha generato polemiche da parte delle istituzioni locali presenti in sala. Non me ne sono pentito. Una performance che divide è una performance che tocca qualcosa di vero.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Costruire la rete prima di costruire la mostra: ambasciate, comuni, confraternite e realtà culturali di tre Paesi
Gli imprevisti si gestiscono, non si rimandano: le luci della camera da letto hanno illuminato le fotografie perché non c'era alternativa
Affiancare arte e impegno civile: una performance che divide è una performance che tocca qualcosa di vero
Ho curato ideazione, organizzazione, comunicazione e allestimento del progetto fotografico.

 

Cosa ho capito

Le luci della mia camera da letto hanno illuminato le fotografie per un mese in una sala di Molfetta. Il commento che ho sentito più spesso dai visitatori era: «Non pensavo che una mostra potesse essere così coinvolgente». Non lo dicevano nonostante le luci di casa. Forse proprio per quelle.

 

> Roma – Chiesa di Sant’Antonio dei Portoghesi

https://youtube.com/shorts/KZHbVOQgmJQ?si=fJcGicZmJt7Oc0F2

> Molfetta – Sala dei Templari

https://youtube.com/shorts/SKtiV8vr7wk?si=G7-Fk8-yaSDw8cct

 

 

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I riti della Settimana Santa di Molfetta alla BIT di Milano 2025, tra video immersivi, Bassa Musica e scarcelle. Ideazione di Gaetano Armenio

Per incarico del Comune ho trasformato la Pasqua molfettese in un format da fiera, con la filiera turistica locale dentro il racconto. E due scatole di dolci sparite pochi minuti prima dell'apertura..

 

Il caso delle scarcelle scomparse

Tutto era pronto. Stand allestito, video in loop, scarcelle confezionate. A pochi minuti dall'apertura, la scoperta. Due scatole di scarcelle erano sparite. Nello sgabuzzino dell'Infopoint regionale restavano solo le confezioni vuote nel cestino. Qualche operatore curioso aveva già testato la tradizione molfettese in anteprima. Niente panico. Avevo previsto una scorta segreta di sicurezza, perché alle fiere non ti fidi solo della sorveglianza. In pochi minuti ho riorganizzato esposizione e degustazione. La presentazione è partita puntuale.

 

Una Pasqua che diventa prodotto turistico

Per incarico del Comune di Molfetta ho curato la partecipazione alla BIT, la Borsa Internazionale del Turismo di Milano 2025, come progetto di marketing turistico e culturale. L'obiettivo era trasformare la Pasqua molfettese in un format fieristico capace di distinguersi tra centinaia di destinazioni e di parlare a buyer, operatori e media. Ho costruito un'esperienza, non uno stand. Video-proiezioni immersive sui Riti della Settimana Santa, la Bassa Musica "Città di Molfetta" come elemento identitario, e la scarcella, dolce simbolo della Pasqua locale, al centro di una degustazione guidata che diventava un momento di relazione B2B.

 

Ma un format non lo porti in fiera da solo

Prima di Milano ho costruito una rete con gli operatori della filiera turistica molfettese, l'accoglienza, la ristorazione, le guide. Non come fornitori, come parte del racconto. Ognuno ha portato allo stand la propria parte: chi i prodotti della degustazione, chi gli itinerari da proporre ai buyer, chi la disponibilità ad accogliere i gruppi durante la Settimana Santa. Alla BIT le attività di promozione le abbiamo condivise, così che un buyer non comprasse un evento ma un territorio pronto a riceverlo. Ho ideato il concept, progettato i contenuti multimediali e curato la comunicazione.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: portare in fiera un'esperienza di Pasqua, non un espositore tra gli altri
Video immersivi, musica dal vivo e un dolce da assaggiare, perché i depliant non si ricordano
Mettere in rete la filiera prima della fiera: accoglienza, ristorazione e guide che condividono la promozione, così si vende un territorio e non un evento
Una scorta segreta sempre pronta, perché alle fiere l'imprevisto è la norma, non l'eccezione
Ho ideato il concept e progettato i contenuti multimediali e la comunicazione
Coordinare Comune, Pugliapromozione, Infopoint, Bassa Musica e operatori locali sotto un'unica regia

 

Cosa ho capito

Alla BIT la Pasqua molfettese ha smesso di essere solo un evento religioso ed è diventata un prodotto turistico strutturato. Avevo preparato un'esperienza intera, video, musica, degustazione, e dietro c'era un territorio coordinato. Ma i buyer non hanno ricordato il video né lo stand. Hanno ricordato la scarcella, e la storia di quelle sparite.

 

 

- Video della partecipazione alla BIT
https://www.youtube.com/watch?v=drpGPt281xk

- Scopri di più sulla Pasqua molfettese e sui riti della Settimana Santa:
https://www.settimanasantainpuglia.it/en/cities/the-ti-te.html