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MOSTRE

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2006. La Via di Gerusalemme: quando un muro di polistirolo fece più rumore del previsto
Mostra fotografica itinerante tra Molfetta e Castellaneta (TA): Terra Santa, dialogo interculturale… e una notte in cui qualcuno decise di “partecipare” a modo suo.

 

Contesto e obiettivi

Il cuore del progetto era (ed è) il dialogo interculturale nel Mediterraneo: far incontrare sguardi, memorie e sensibilità diverse attraverso arte, fotografia, musica e video-installazioni.
Tre artisti, tre linguaggi diversi, un’unica direzione.
 

Il mio ruolo

Io ho curato video-proiezioni, grafica, comunicazioneinstallazioni fotografiche.
Tra queste c’era anche un elemento forte che accoglieva i visitatori: un muro (di polistirolo), già installato a Molfetta e che quasi ostruiva l'entrata nell'Ospedale dei Crociati, pensato come simbolo del muro che divide israeliani e palestinesi
Un segno scenico, per coinvolgere emotivamente gli spettatori, che dovevano oltrepassare quel muro per accedere agli eventi.
Ho trasformato un reportage realizzato in Terra Santa durante un viaggio con i francescani in una narrazione visiva fatta di immagini, ritmo, montaggio e presenza scenica.

In pratica: ho cercato l’equilibrio tra emozione e tecnica.

 

Partner e rete

- Musica: Giovannagelo de Gennaro – un paesaggio sonoro evocativo;
- Installazioni artistiche: Paolo de Santoli – opere e installazioni che riempivano lo spazio di senso, non di rumore;
- Io: immagini, video, grafica e racconto – il filo che cuciva tutto.

 

Risultati

Dopo Molfetta, “La Via di Gerusalemme” arrivò a Castellaneta, nel 2006. L’idea era la stessa: un’esperienza immersiva che ripercorresse, in modo simbolico, il cammino dei pellegrini in Terra Santa, per parlare di spiritualità e viaggio interiore senza prediche.
A Castellaneta, però, la realtà decise di entrare in scena senza invito: la notte prima dell’inaugurazione alcune mie installazioni fotografiche nella piazza centrale del paese e quel muro furono bruciati e distrutti.

Ricordo ancora la sensazione: non solo rabbia, ma anche un dubbio fastidioso — quello che ti fa capire che il simbolo era arrivato a destinazione.
Se un’opera viene colpita, vuol dire che ha toccato un nervo. E sì, avrei preferito un nervo meno… incendiabile.

La vicenda finì anche sulla stampa: La Gazzetta del Mezzogiorno, 3 ottobre 2006, con un titolo che non lasciava spazio a interpretazioni.

 

Se vuoi costruire una mostra o un evento culturale che non sia solo “bella da vedere” ma capace di aprire domande vere, parliamone: mi interessa ancora quel punto preciso dove l’arte smette di decorare e inizia a disturbare (in senso buono).

 

 

Approfondimenti

press > https://www.exibart.com/artista-curatore-critico-arte/gaetano-armenio/

 

video >  https://www.youtube.com/watch?v=NTe_AagoCW4&t=220s

 

 

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2003. In occasione di una prestigiosa collettiva d'arte contemporanea, che ha visto la partecipazione di artisti di rilievo sia nazionali che internazionali, è stata realizzata l'opera in cybachrome intitolata VERGINE D'OLIVA. Questa collettiva si è caratterizzata per il suo tema provocatorio, centrato sulla VERGINE D'OLIVA, un simbolo ricco di significati culturali, spirituali e sociali, che ha fatto da filo conduttore tra le diverse esposizioni artistiche e mostre d'arte contemporanea presentate.
 
L'evento ha avuto luogo in due sedi di grande prestigio: la Pinacoteca Provinciale di Bari, dove le opere sono state esposte dal 31 maggio al 30 giugno 2003, e il Parlamento Europeo di Strasburgo, che ha ospitato l'esposizione dal 6 dicembre 2003 al 6 gennaio 2004. Queste mostre d'arte in sedi così prestigiose hanno contribuito a rafforzare l'importanza di questo evento culturale.
 
Questa collettiva d'arte ha rappresentato un dialogo interculturale tra artisti contemporanei provenienti da diverse parti del mondo, offrendo interpretazioni innovative e spesso provocatorie sul tema dell'oliva e del suo simbolismo. Le opere esposte hanno esplorato la relazione tra tradizione e contemporaneità, stimolando una riflessione profonda sul significato dell'oliva nella cultura mediterranea e oltre.
 
L'inclusione della mia opera VERGINE D'OLIVA in questo contesto ha permesso di evidenziare l'interazione tra modernità e tradizione, offrendo al pubblico uno sguardo critico e artistico su un tema di grande rilevanza culturale. Questo evento si è distinto tra le esposizioni artistiche per il suo impegno nel promuovere il dialogo interculturale e l'esplorazione di tematiche contemporanee attraverso l'arte.

 

 

 

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2005. Realizzazione di un reportage video-fotografico sui riti processionali della Settimana Santa siciliana, un'opera che ha catturato la profondità e la spiritualità delle tradizioni pasquali in alcuni dei comuni più emblematici della Sicilia. Questo progetto fotografico è stato realizzato con la collaborazione del Toscana Photography Workshop e sotto la guida esperta del tutor Andrea Pistolesi, noto per il suo contributo alla fotografia contemporanea.
 
Il reportage si è svolto nei comuni di Barrafranca, Enna, Scicli, Sortino, Melilli, Trapani e Ferla, luoghi rinomati per le loro processioni storiche e la spiritualità delle celebrazioni pasquali.
 
Le immagini e i video raccolti durante questo progetto artistico sono stati successivamente presentati in una serie di proiezioni audiovideo-fotografiche che hanno avuto luogo a Molfetta presso la Chiesa di San Pietro l'11, 12 e 13 marzo 2005. Queste esposizioni artistiche hanno offerto al pubblico un'immersione visiva nei riti della Settimana Santa, esaltando il legame tra arte e tradizioni religiose.
 
A completare l'evento, la performance teatrale dell'attore Ninì Vernola ha aggiunto una dimensione drammatica e coinvolgente all'esperienza, rendendo l'evento un'importante occasione di dialogo culturale e riflessione spirituale.
 
Questo evento culturale ha così rappresentato un punto di incontro tra diverse forme d'espressione artistica, consolidando l'importanza del reportage fotografico come strumento di narrazione visiva e documentazione storica.

 

 

press: www.exibart.com/evento-arte/gaetano-armenio-misere

 

 

 

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2003. PESCE d'APRILE - Collettiva d'arte contemporanea. In occasione di questa esibizione, si è realizzata l'opera intitolata GLI AMANTI DI PARMA per una mostra che si caratterizzava per il suo approccio ironico e autoironico nei confronti dell'arte contemporanea e del sistema dell'arte.
 
Questa collettiva d'arte ha rappresentato un'opportunità unica per gli artisti di esplorare e sfidare i concetti tradizionali legati al mondo dell'arte, offrendo al pubblico uno sguardo critico e provocatorio su temi di grande attualità.
 
L'evento, che ha avuto luogo il primo aprile 2003 presso la Galleria Spazio IKONOS di Bari, ha attirato l'attenzione di appassionati e critici d'arte, consolidandosi come una delle mostre d'arte contemporanea più originali dell'anno. La scelta della data, simbolica per la sua associazione con lo scherzo e l'ironia, ha rafforzato l'intento della mostra di sfidare le convenzioni e stimolare una riflessione critica sul sistema dell'arte.
 
L'inclusione della mia opera GLI AMANTI DI PARMA, realizzata spargendomi il viso di prosciutto crudo, in questa esposizione artistica ha contribuito a enfatizzare l'importanza dell'ironia nell'arte contemporanea, offrendo un'interpretazione originale e provocatoria.
 

 

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1996. ..... mi chiese in un caldo pomeriggio estivo nel mio ufficio la signora Rosanna Gaeta della Libreria La Maria del Porto di Trani. Bellissimi, perchè non organizza una mostra???...scoppiai a ridere!!! 
 
E' stata la mia prima esposizione - quasi una pietra miliare nella mia avventura artistica ed ha rappresentato un momento importante nel mio percorso professionale, nato così per puro caso.
 
Nonostante l'emozione e l'entusiasmo che mi avevano accompagnato nella realizzazione di questa esposizione, il giorno dell'inaugurazione ero talmente sopraffatto dall'ansia che non mi presentai all'evento inaugurale della mia stessa mostra.
 
Le opere grafiche e fotografiche che esposi erano il frutto di una profonda esplorazione artistica, caratterizzate da elaborazioni digitali di grande impatto visivo. Utilizzai forti contrasti cromatici per sottolineare un percorso in cui i sentimenti umani emergono con forza, evidenziando la loro contrastante vitalità.
 
L'evento non solo mi permise di presentare il mio lavoro a un pubblico più ampio, ma consolidò la mia passione per l'arte e l'esplorazione delle emozioni attraverso i media digitali che nel 1996 iniziavano ad invadere il mondo.

 

 

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2001. È stata un'esperienza davvero particolare. Questa mostra fotografica con video-installazioni digitali è stata una delle mie avventure più audaci. Ho deciso di giocare con le metamorfosi digitali utilizzando cybachrome di grande formato e video-grafica per creare qualcosa di veramente unico.
 
Ricordo l'emozione nel preparare l'allestimento: tutto era immerso nel buio, e i visitatori dovevano esplorare le opere muniti solo di una lampada tascabile. Volevo che il pubblico scoprisse le immagini lentamente, con quella tensione sottile che si crea quando non sai cosa ti aspetta nel prossimo passo.
 
L'atmosfera era resa ancora più intensa da un video ipnotico e ossessivo che accompagnava ogni movimento, quasi a guidare i pensieri mentre si osservavano le opere. Vedere le persone interagire con questa combinazione di luce e ombra, di suono e immagine, è stato come farle entrare nel mio mondo, anche solo per un momento.
 
Questo evento si è tenuto nella Galleria d'arte RA di Terlizzi, un posto a cui sono particolarmente legato per la sua capacità di accogliere l'arte contemporanea con spirito aperto. È stata una mostra diversa da tutte le altre, dove ho potuto esprimere in pieno il mio interesse per le tecniche digitali e per l'esplorazione dei confini tra il visibile e l'invisibile.
 
È stato un passo importante nel mio percorso, un'occasione per sperimentare e condividere una parte di me in modo nuovo e coinvolgente.