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NOVE MERCANTI IN FIERA 2006

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NOVE MERCANTI IN FIERA 2006

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Chi Siamo

EDITRICE ...

Comunicazione visiva a Molfetta dal 1980: etichette per l'agroalimentare, editoria, branding e marketing territoriale. Industria Felix Award 2023.

 

Una società di comunicazione visiva fondata a diciotto anni e ancora in piedi dopo quarantacinque. Dalla stampa serigrafica all'editoria, dal packaging al marketing territoriale.

 

«Quei giovani che si sono creati un lavoro»

Così ci chiamò La Gazzetta del Mezzogiorno. Era il 1980. Io e Stefano Salvemini avevamo diciotto anni, un telaio serigrafico logoro e idee freschissime. Fondammo la Cooperativa L'Immagine a Molfetta insieme a Tonino, Giovanni, Saverio, Leo e Angelo, che poi di lì a poco ci abbandonarono, senza sapere dove ci avrebbe portato. Ce lo siamo inventato, il lavoro. E quando non funzionava, abbiamo insistito finché non ha funzionato.

 

Dalla stampa serigrafica siamo passati all'editoria artistica e pubblicitaria, poi al packaging per il settore agroalimentare, al design grafico, al marketing territoriale, alla fotografia. Ogni passaggio è nato dalla curiosità di provare qualcosa di nuovo e dalla testardaggine di non fermarci al primo ostacolo. Gli ostacoli, in quarantacinque anni, non sono mancati. Stefano è ancora qui. Non è un dettaglio, vuol dire che quando decidiamo di fare una cosa, la portiamo fino in fondo. Funziona così dal 1980.

 

Cosa facciamo

Produciamo etichette autoadesive per il settore agroalimentare, dalle cantine olearie alle aziende vinicole, dall'ortofrutta ai prodotti da forno. Realizziamo progetti editoriali e di branding, libri, cataloghi e pubblicazioni che trasformano un prodotto o un territorio in qualcosa che si può sfogliare, regalare, conservare. E costruiamo strategie di marketing territoriale per borghi, destinazioni e reti di comuni. Non pacchetti preconfezionati, ogni territorio ha la sua storia, e quella raccontiamo.

 

Industria Felix Award 2023

Nel 2023, a Gallipoli, Editrice L'Immagine ha ricevuto l'Industria Felix Award, in collaborazione con Il Sole 24 Ore, come impresa performante a livello gestionale e affidabile dal punto di vista finanziario nel settore turistico-culturale. Quarantacinque anni di "inventarsi il lavoro" non hanno prodotto solo idee, ma un'azienda che i numeri li regge. La parte creativa si vede subito. Quella solida si vede quando arriva un premio che misura i bilanci, non le intenzioni.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere. Inventarsi un lavoro dove non c'era, a partire da un telaio serigrafico e diciotto anni
> Tenacia come metodo. Quando una cosa non funziona, si insiste finché non funziona
> Curiosità di reinventarsi. Dalla serigrafia all'editoria, al packaging, al marketing territoriale, senza fermarsi a quello che si sapeva già fare
> Perseveranza di una società a due. Dopo quarantacinque anni Stefano è ancora qui, e questo cambia come si decide e come si porta a termine

 

Cosa abbiamo capito

In quarantacinque anni abbiamo cambiato mestiere più volte, ma la lezione è rimasta una sola. Un lavoro te lo puoi inventare, a patto di essere abbastanza testardi da non mollare al primo no. L'abbiamo imparata in due. È la ragione per cui siamo ancora qui.

 

 

Progetti di editoria e branding: https://www.editricelimmagine.it

Soluzioni di packaging ed etichette: https://www.etichettelimmagine.it

 

Comunicazione visiva e marketing territoriale dal 1980

SETTIMANA ...

Da Molfetta a ventidue Comuni pugliesi, cinque itinerari e un disciplinare condiviso per i riti pasquali. Ideazione di Gaetano Armenio, 2008.

«Bellissimo, ma solo Molfetta? Non c'è altro in Puglia?» Me lo chiedevano in fiera decine di volte. Nel 2008 ho cominciato a telefonare ai sindaci senza avere nessun incarico. Dieci hanno detto sì, poi sono diventati ventidue.

 

La domanda che ho preso sul serio

Alla BIT di Milano, all'infopoint di Molfetta, nei corridoi delle fiere, la scena era sempre la stessa. Turisti e pellegrini che avevano vissuto i riti della Settimana Santa di Molfetta mi chiedevano: "Bellissimo… ma solo Molfetta? Non c'è altro in Puglia?" Ripetuta decine di volte, quella domanda era già una risposta. La Puglia dei riti pasquali esisteva, dal Gargano al Salento, ma andava in ordine sparso, ogni paese per conto suo. Nessuno la raccontava come un'unica destinazione. Nel 2008 ho cominciato a fare telefonate. Non avevo un incarico. Avevo una lista di comuni e una convinzione.

 

Da 10 a 22 comuni

Prime adesioni, 10 comuni, dal Gargano al Salento. Crescita per passaparola, in pochi mesi diventano 22. Passaggio istituzionale, il consigliere regionale Guglielmo Minervini mi mette in contatto con l'assessore al turismo Massimo Ostillio. Il progetto entra nei programmi della Regione Puglia. Ogni comune versa una quota d'iscrizione, la prova che la rete non è calata dall'alto ma sostenuta dai territori stessi.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere. La Puglia dei riti pasquali è un'unica destinazione, non venti paesi sparsi
> Ricerca sul campo, comune per comune, per capire chi era pronto ad accogliere visitatori e chi aveva bisogno di tempo
> Disciplinare condiviso, standard minimi di accoglienza scritti con i comuni, non per i comuni
> Cinque itinerari, Gargano e Daunia, Puglia Imperiale, Bari e la Costa dei Trulli, Salento, Magna Grecia
> Quota d'iscrizione per ogni comune, chi paga tiene di più al progetto
> Ho curato grafica, comunicazione, guida pocket multilingue, portale web e canali social

 

Ostern in Apulien, la Puglia a Berlino

Nel 2013 la rete ha passato le Alpi. All'ITB di Berlino ho portato la guida tradotta in tedesco e il materiale promozionale «Ostern in Apulien», perché un mercato o lo parli nella sua lingua o non lo parli. La sera l'appuntamento si spostava alla Philharmonie. Nel foyer si distribuivano le guide, sul palco la Banda di Ruvo di Puglia del maestro Pino Minafra suonava con il gruppo vocale Faraualla. Le marce funebri pugliesi dentro una delle sale da concerto più note d'Europa. Nessun depliant avrebbe ottenuto lo stesso.

 

2018, la Spagna, Valladolid, l'apertura internazionale

Dieci anni dopo le prime telefonate, il progetto ha attraversato un confine. Nel 2018 si è aperta una collaborazione con la Spagna e con l'Università di Valldoliduna città che ha con la Settimana Santa un rapporto antico, diverso dal nostro, ma parente nelle radici. Da quell'incontro sono nati scambi, confronti di metodo e nuovi scenari di lavoro che hanno portato la rete pugliese a misurarsi con un contesto internazionale. È il passaggio che ha reso evidente una cosa: quando un progetto di territorio viene costruito sull'ascolto, prima o poi qualcuno da fuori lo riconosce.

 

Cosa ho capito

Una rete di territori piccoli e medi può reggere, se nasce dall'ascolto e non dalla scrivania. Un disciplinare condiviso vale più di venti bandi paralleli. Una domanda ripetuta in fiera, se qualcuno la prende sul serio, può diventare la mappa di una regione. E a distanza di dieci anni può anche diventare un ponte con un altro Paese.

 

 

website > www.settimanasantainpuglia.it

video > https://youtu.be/mFyxf_KhjRE?feature=shared

 

 

Reti di comuni per il turismo, ventidue Comuni pugliesi intorno ai riti pasquali

SETTIMANA ...

Il primo piano di promozione turistica dei riti pasquali di Molfetta, 2007. Otto imprese, nessun fondo pubblico. Ideazione di Gaetano Armenio.

«Gaetano, voglio un bel manifesto.» Il layout non l'avevo nemmeno preparato. Sul tavolo ho appoggiato due cartelle dattiloscritte, un piano da trentamila euro. La Confraternita poteva metterne una piccola parte, il resto l'ho trovato io.

 

La richiesta

Un giorno entrano nel mio ufficio il dottor Franco Stanzione, priore della Confraternita della Morte, e il fotografo Antonio D'Agostino. La richiesta è chiara: «Gaetano, voglio un bel manifesto per la Settimana Santa a Molfetta.» Passano alcuni giorni. Ci rivediamo. Loro si aspettano un layout. Io appoggio sul tavolo due cartelle dattiloscritte: un progetto di promozione turistica della Settimana Santa molfettese, valore trentamila euro. Il priore mi dice subito, con l'onestà che gli riconoscevo, che la Confraternita può contribuire solo con una piccola quota. Lo sapevo già. Ma quel potenziale lo avevo visto, e non volevo lasciarlo lì.

 

Un progetto culturale per una confraternita, senza fondi pubblici

Il progetto poteva esistere solo se lo tenevano su le imprese del territorio. Ne ho coinvolte otto: Remec, Cattolica Popolare, Oleificio Goccia di Sole, Top Service, Garden Hotel, Editrice L'Immagine, Rifindecor, ConfSud. Ciascuna ha messo una quota. Insieme alla quota della Confraternita, è bastato. Niente soldi pubblici: il Comune aveva altro a cui pensare. È stato, di fatto, uno dei primi casi in cui ho visto che valorizzare un rito religioso come offerta turistica non richiede necessariamente un bando: richiede persone che credono nel territorio.

 

Dove l'ho portato

Spazio alla BIT di Milano per presentare Molfetta e i suoi riti a operatori italiani e stranieri. Stand all'Aeroporto di Bari-Palese per due mesi. Infopoint presso la Confraternita nei giorni della Settimana Santa. Catalogo e portale bilingue. Visite guidate durante il periodo pasquale, con un percorso costruito sulla città.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere. Un rito religioso è già un'offerta turistica, basta trattarlo come tale
> Consegnare più di quanto ti hanno chiesto. Mi avevano chiesto un manifesto, ho portato un progetto
> Far reggere il progetto sulle imprese del territorio quando il pubblico non c'è, otto aziende, una quota ciascuna
> Presidiare i flussi reali. Lo stand all'Aeroporto di Bari-Palese intercetta chi arriva e chi parte
> Materiali bilingue italiano e inglese, catalogo, portale e infopoint aperto nei giorni della Settimana Santa
> Ho curato grafica, comunicazione e identità visiva del progetto

 

Cosa ho capito

Il progetto del 2007 è rimasto un'unica stagione. Non perché sia finito male: perché è diventato altro. L'interesse raccolto a Milano e a Bari-Palese, e soprattutto la domanda che tornava dai visitatori, "solo Molfetta?"mi hanno convinto che la scala giusta non era più la città, ma la regione. L'anno dopo è nata la rete della Settimana Santa in Puglia Non ho numeri da mostrare di quell'edizione: all'epoca non li abbiamo raccolti, e sarebbe disonesto inventarli adesso.

Quello che posso dire è che l'interesse fu abbastanza grande da spingere un progetto di città a diventare un progetto di regione.

 

video  > https://youtu.be/-5y_m1diEjI

 

 

Sponsorizzazione d'impresa per progetti culturali, la Settimana Santa a Molfetta del 2007

PATRONI DI ...

Patroni di Puglia, primo brand regionale delle feste patronali. Trentadue Comuni dal Gargano al Salento, 2012. Ideazione di Gaetano Armenio.

Tutto è cominciato in una corsia d'ospedale a San Giovanni Rotondo. «Se usciamo vivi da questa stanza, vieni a vedere i fujenti della Madonna del Soccorso», mi disse Nicola.

 

A maggio ero a San Severo, e da lì è nato un brand regionale con trentadue Comuni, dal Gargano al Salento, un disciplinare condiviso, una guida tascabile, un portale, le fiere internazionali.

 

La scintilla, l'invito che non ti aspetti

Eravamo entrambi in cura. Lui un tumore al fegato, io un tumore al pancreas. Si chiamava Nicola, era di San Severo, e nei pomeriggi lunghi della corsia parlava della sua festa patronale come uno parla della cosa più importante che gli sia capitata. Un giorno mi guarda e dice: «Se usciamo vivi da questa stanza, vieni a vedere i fujenti della Madonna del Soccorso.» A maggio mantengo la promessa. Sono a San Severo, davanti ai fujenti. Botti, fede, gente che corre tra le scintille, un'emozione che pochi territori in Italia possono mettere in scena, e zero promozione turistica strutturata intorno. Le feste patronali in Puglia erano una miniera d'oro che nessuno aveva ancora trattato come tale.

 

Da San Severo all'assessorato in sette giorni

Sono tornato a casa con il video che mi ero montato da solo. Riprese mie, montaggio mio. L'ho portato all'assessora regionale al turismo Silvia Godelli e l'ho guardato con lei. In sette giorni avevamo nome, logo e ok politico per partire. Da quell'incontro nasce Patroni di Puglia, La Festa, primo brand regionale dedicato alle feste patronali come prodotto di progettazione turistica e culturale.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere. Trattare le feste patronali pugliesi come un prodotto turistico strutturato, non come folklore da cartolina
> Portare un video fatto in casa davanti a chi decide. L'emozione arriva prima del business plan
> Chiedere una quota di iscrizione a ogni Comune. Chi mette soldi propri tiene di più al progetto
> Scrivere un disciplinare condiviso e catalogare le feste per tipologie
> Ho curato grafica, comunicazione e identità visiva del brand

 

Cosa è rimasto

Un brand riconoscibile, una rete di Comuni che per qualche anno ha lavorato insieme, una catalogazione delle feste che prima viveva solo nelle teste dei sindaci e dei priori. Patroni di Puglia è arrivato dopo un percorso preciso. Era cominciato con Settimana Santa Molfetta 2007, si era allargato alla Settimana Santa in Puglia, ed era diventato regionale qui, nel 2011, abbracciando tutto l'anno liturgico.

Quello che non è rimasto è la continuità politica. Cambiate le giunte, certi progetti si sfilacciano. È la fisiologia.

 

Cosa ho capito

I focus group servono a confermare le idee, non a trovarle. Quella l'ho trovata in una corsia, e sette giorni dopo il video che mi ero montato da solo stava sul tavolo dell'assessorato. È rimasto un brand riconoscibile e una catalogazione delle feste che prima viveva solo nelle teste dei sindaci e dei priori. 

 

Non è rimasta la continuità politica, e quella non dipendeva da me.

 

 

website > www.patronidipuglia.it

video > https://youtu.be/V2DQHvMzV5w?feature=shared

video > https://www.youtube.com/watch?v=HyTTU1XO00k

 

 

Progettazione turistica delle feste patronali, trentadue Comuni pugliesi in rete dal 2012