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ZAPP IMPRESA 2005

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VISITMOLFETTA.IT ...

Dieci itinerari per Molfetta, una guida pocket in italiano, inglese e tedesco e un portale web, 2014. Grafica e comunicazione di Gaetano Armenio.

«Perché un turista dovrebbe fermarsi a Molfetta? Qui non c'è nulla.» Il progetto costava ventimila euro. Il Comune ne mise tremila, i restanti diciassettemila li ho raccolti uno per uno dagli operatori privati.

 

«Qui non c'è nulla», famose ultime parole

«Perché un turista dovrebbe fermarsi a Molfetta? Qui non c'è nulla.» Questa frase me la sentivo ripetere spesso agli incontri con la filiera turistica cittadina, mentre lavoravo al progetto di promozione turistica VISITMOLFETTA.IT. Ogni volta rispondevo nello stesso modo, nessun luogo al mondo è davvero vuoto. Dove c'è una comunità c'è un genius loci, una storia, qualcuno pronto ad ascoltarla se gliela racconti bene.

 

Dal "non c'è nulla" a dieci itinerari

Ho cominciato a guardare Molfetta come se non la conoscessi. Dal presunto nulla sono venuti fuori dieci itinerari turistico-culturali, ciascuno con un'anima precisa: " La Via per l'Oriente, Al Centro della Terra, gli Eventi Pasquali, la Festa di Settembre, il Respiro del Mare, le Vie del Gusto, La Vie en Rose, il Saper Fare, gli Eventi Culturali, Bella di Notte". Ho trasformato questi temi in una guida pocket multilingue, in italiano, inglese e tedesco, distribuita nelle principali fiere turistiche internazionali, e in un portale web dedicato che raccoglieva itinerari, eventi e suggestioni. Un progetto pensato per dimostrare, nei fatti, che "qui non c'è nulla" era semplicemente una lettura sbagliata del territorio.

 

Ventimila euro, e solo tremila dal pubblico

Il progetto costava 20.000 euro. Il Comune ne mise 3.000, il resto lo raccolsi io, uno per uno, dai privati della filiera turistica. Diciassettemila euro messi insieme bussando alle porte di albergatori, ristoratori e commercianti, gli stessi che a volte dicevano "qui non c'è nulla". Convincere chi non crede nel proprio territorio a finanziarne il racconto è il lavoro più difficile, e la prova migliore che il racconto funzionava.

 

La guida arriva a Berlino

La guida non è rimasta negli infopoint. Nel 2014 l'ho portata alla BIT di Milano a febbraio, all'ITB di Berlino a marzo e al TTG di Rimini, sempre dentro lo stand della Regione Puglia. È il motivo per cui la volevo anche in tedesco e non solo in inglese. Lo stesso anno Molfetta è arrivata in televisione, con Davide Mengacci e Ricette all'Italiana su Rete 4.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: nessun luogo è vuoto, ogni comunità ha un genius loci che aspetta solo di essere raccontato
Guardare il proprio territorio come se non lo conoscessi, è l'unico modo per vedere quello che gli abitanti non vedono più
Dare a ogni itinerario un nome e un'anima, "Bella di Notte" vende più di "itinerario serale"
Guida multilingue per le fiere internazionali, parlare la lingua di chi compra, non solo la propria
Raccogliere 17.000 euro dai privati e 3.000 dal Comune, non aspettare il bando pubblico per partire
Portare la guida dove stanno i compratori, BIT, ITB e TTG dentro lo stand della Regione Puglia
Ho curato la comunicazione, la grafica, la guida e il portale web del progetto

 

Cosa ho capito

"Qui non c'è nulla" non era una descrizione di Molfetta. Era il modo in cui la guardava chi la viveva ogni giorno. Bastava cambiare sguardo per trovare dieci itinerari dove altri vedevano una città di passaggio. E chi diceva "qui non c'è nulla" alla fine ha messo mano al portafoglio per raccontarlo.

 

website > www.visitmolfetta.it

video > https://youtu.be/fLA4y8BhDes?feature=shared

Guide turistiche e portali di destinazione, i dieci itinerari di Molfetta finanziati dai privati

VISITBITONTO.COM ...

Dieci itinerari e una guida pocket multilingue per Bitonto, presentata alla BIT di Milano nel 2017. Grafica e comunicazione di Gaetano Armenio.

«Ch' tande bitontini propri a taje a' venne chiameu» (con tanti bitontini proprio a te dovevano chiamare), mi disse uno chef alla prima riunione. Quello stesso anno Bitonto è arrivata in finale per Capitale Italiana della Cultura 2020, contro Parma.

 

«Con tanti bitontini proprio te dovevano chiamare»

Così mi salutò, in dialetto, un noto chef alla prima riunione della filiera turistica di Bitonto. Alla diffidenza iniziale sono abituato: la prendo sempre come un'ulteriore sfida. A chiamarmi era stato l'assessore Rocco Mangini, con una scommessa precisa: puntare su una nuova consapevolezza del patrimonio turistico e culturale di Bitonto da parte di tutti gli operatori, pubblici e privati. L'obiettivo era costruire un progetto di marketing territoriale capace di tenere insieme storia, arte, tradizioni ed enogastronomia, coinvolgendo Comune e aziende private in un percorso comune.

 

Dal patrimonio nascosto alla guida multilingue

Come avevo già fatto con VISITMOLFETTA.IT ho guardato Bitonto come se non la conoscessi. Ho lavorato per far emergere la ricchezza del centro storico, l'identità culturale della città, la possibilità di trasformare una meta "di passaggio" in una destinazione riconoscibile. Ho identificato dieci itinerari turistici monotematici, ognuno con un nome che è già un invito: "Di chiostro in chiostro", "I giardini dell'Eden", "Pane olio e...", "La Settimana Santa". Dieci modi diversi di camminare Bitonto a seconda di cosa cerchi, così che il turista non abbia una guida da leggere ma un percorso per ogni giorno di permanenza. Il risultato è una guida pocket multilingue, presentata alla BIT di Milano insieme all'assessore Mangini. Non un catalogo di monumenti, un racconto di luogo vivo.

Il finale che nessuno si aspettava

Quell'anno Bitonto ha presentato la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2020 ed è arrivata in finale, sfidando Parma fino all'ultimo. Il sindaco Michele Abbaticchio e l'assessore Rocco Mangini avevano costruito una traiettoria precisa. VISITBITONTO.COM era uno dei tasselli di quella traiettoria.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: trasformare Bitonto da città di passaggio a meta riconoscibile
Accettare la diffidenza come sfida: "proprio te dovevano chiamare" è un punto di partenza, non un problema
Guardare il territorio come se non lo conoscessi: lo stesso metodo di VISITMOLFETTA.IT
Dieci itinerari monotematici invece di un elenco di monumenti, perché il turista non vuole sapere cosa vedere ma come passare la giornata
Guida multilingue per le fiere: un racconto che viaggia fisicamente
Ho curato grafica, guida e comunicazione del progetto

Cosa ho capito

Una guida pocket non è mai solo una guida. A Bitonto è stata la prima volta che Comune e operatori privati hanno raccontato la città con una voce sola, e tenere insieme quel tavolo è costato più fatica dei dieci itinerari. Questa parte, sfogliando, non si vede.

 

 

Editoria turistica e itinerari culturali, la guida multilingue di Bitonto del 2017

PER CRUCEM ...

Abbiamo ideato una mostra fotografica che mette accanto i riti pasquali di Molfetta e di alcuni comuni della Spagna e del Portogallo.

Roma, Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi, nell'anno del Giubileo. Poi Molfetta, Sala dei Templari, con le Ambasciate di Spagna e Portogallo presso la Santa Sede. Coordinatore scientifico dell'evento il prof. Jose Luis Ponga della Università spagnola di Valladolid.

 

Porto le luci di casa

L'impianto luci della Sala dei Templari non bastava a illuminare le fotografie. Rimandare non era un'opzione, ridimensionare nemmeno. Ho caricato in macchina le luci della mia camera da letto e le ho portate in sala. Non è stata una mostra perfetta. È stata viva.

 
La Spagna vende la sua Settimana Santa, la Puglia non ancora

Medina de Rioseco, meno di cinquemila abitanti, porta a spalla venti pasos del Cinque e Seicento ed è festa di interesse turistico internazionale. A Peñafiel, festa di interesse nazionale, la domenica di Pasqua un bambino vestito da angelo scende con le carrucole in piazza. Bercianos de Aliste, con le mortajas bianche dei confratelli, ha il riconoscimento regionale dal 2011. Braga nel 2017 ha accolto quasi 65.000 visitatori da trenta Paesi.

 

Molfetta, unica città pugliese della rete, ha  i gruppi statuari del Venerdì di Passione e del Sabato Santo portati a spalla dai confratelli, le marce funebri delle bande. Riti formati in gran parte nei due secoli di viceregno spagnolo, con le stesse confraternite e lo stesso pathos. Lì la Pasqua è un motivo per mettersi in viaggio. Da noi resta una festa di paese.

 

Dal 2008 lavoro su questo con Settimana Santa in Puglia, una rete di 22 comuni. Mancava il passo successivo. Mettere i nostri riti accanto ai loro, nella stessa sala, e lasciare che fosse il visitatore a confrontarli.

 

Una rete di cinque città in tre Paesi

La rete di città attivata collega Molfetta, Braga, Medina de Rioseco, Peñafiel e Bercianos de Aliste. Due le sedi: Roma, nella Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi, e Molfetta, nella Sala dei Templari. Ho curato ideazione, organizzazione, comunicazione e allestimento grazie anche alla collaborazione della Coop Feart di Molfetta e il sostegno del Comune di Molfetta.

 

La performance di Ninì Vernola

All'inaugurazione di Molfetta ho affiancato alla mostra una performance teatrale dell'indimenticabile attore Ninì Vernola. Una lettura densa, che toccava la guerra e la sofferenza dei bambini di Gaza. Ha commosso il pubblico e ha generato polemiche da parte delle istituzioni locali presenti in sala. Non me ne sono pentito. Una performance che divide è una performance che tocca qualcosa di vero.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Costruire la rete prima di costruire la mostra: ambasciate, comuni, confraternite e realtà culturali di tre Paesi
Gli imprevisti si gestiscono, non si rimandano: le luci della camera da letto hanno illuminato le fotografie perché non c'era alternativa
Affiancare arte e impegno civile: una performance che divide è una performance che tocca qualcosa di vero
Ho curato ideazione, organizzazione, comunicazione e allestimento del progetto fotografico.

 

Cosa ho capito

Il commento che ho sentito più spesso è stato «Non pensavo che una mostra potesse essere così coinvolgente». Spagna e Portogallo hanno impiegato decenni a trasformare quel coinvolgimento in alberghi pieni. Noi abbiamo gli stessi riti. Abbiamo appena cominciato.

 

> Roma – Chiesa di Sant’Antonio dei Portoghesi

https://youtube.com/shorts/KZHbVOQgmJQ?si=fJcGicZmJt7Oc0F2

> Molfetta – Sala dei Templari

https://youtube.com/shorts/SKtiV8vr7wk?si=G7-Fk8-yaSDw8cct

 

 

Marketing turistico e culturale internazionale, i riti pasquali di cinque città europee in mostra

MASKS ...

MASKS, progetto europeo sulle maschere tradizionali di Italia, Spagna, Portogallo e Romania. Dodici partner, tre anni. Comunicazione di Gaetano Armenio

Nato da una chat WhatsApp tra colleghi e approvato dalla Commissione Europea: 12 partner, 4 Paesi, 3 anni di attività.

 

Da Valladolid a un progetto europeo

Nel 2019, durante la mostra Plenilunio di Primavera a Valladolid, alcuni docenti dell'università spagnola (Maria Pilar Panero e Jose Alonso Ponga) avevano seguito da vicino il lavoro sulla comunicazione dei riti pasquali pugliesi. Qualche anno dopo è arrivato un messaggio su WhatsApp: volevano coinvolgermi in un progetto europeo sulle maschere tradizionali, affidandomi la comunicazione internazionale. MASKS nasce da lì. Da relazioni costruite sul campo, non da bandi esplorati a tavolino.

 

Un messaggio in una chat tra colleghi, una conversazione informale su maschere tradizionali e identità culturale. Nessuno di noi pensava che in pochi mesi quella conversazione sarebbe diventata un progetto triennale approvato dalla Commissione Europea. MASKS nasce così: da uno scambio tra persone che si fidavano l'una dell'altra prima ancora di avere un dossier da presentare.

 

Cosa è MASKS

MASKS lavora sulla valorizzazione delle maschere antropologiche e zooforme legate alle tradizioni millenarie di diversi territori europei, unendo ricerca, formazione, arti visive e comunicazione. L'obiettivo è costruire un archivio digitale delle maschere e delle pratiche rituali collegate, e dare visibilità internazionale a territori spesso fuori dai grandi circuiti turistici.

 

La rete mette insieme 12 partners tra università, centri di formazione, istituti di ricerca ed enti culturali di Spagna, Portogallo, Romania e Italia. Sono previste due mostre internazionali in due Capitali Europee della Cultura.

 

Capofila del progetto è l'Università spagnola di Valladolid, coordinata dalla prof.ssa Maria Pilar Panero.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Il saper fare: i docenti spagnoli mi hanno visto lavorare a Valladolid prima di propormi MASKS
Relazionarsi sul campo, non solo via email: la fiducia si costruisce di persona, progetto per progetto
Gestire le difficoltà dell'ultimo minuto senza farle pesare: è parte del metodo, non un'eccezione
Ho progettato e coordino la comunicazione internazionale del progetto: sito web, video, reportage fotografici, social media.

Cosa ho capito

MASKS è ancora in corso. Quello che so già è che cinque anni separano una mostra a Valladolid e un progetto finanziato dalla Commissione Europea. In mezzo non c'era un bando: c'era la qualità del lavoro fatto e la fiducia di chi lo aveva visto.

 

Foto di Gaetano Armenio

 

- Sito ufficiale del progetto:
https://unveilingthemasks.uva.es/

- Video istituzionale:
https://youtu.be/dJ8aUiIu-kI

- Documentario su Tricarico (Basilicata):
https://www.youtube.com/watch?v=1vs-8td0RSw&t=7s

- Intervista sul campo:
https://youtu.be/epYecj80BM4

 

Valorizzazione del patrimonio immateriale europeo, la comunicazione internazionale del progetto MASKS