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PATRONI DI PUGLIA 2012

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PATRONI DI PUGLIA 2012

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Chi Siamo

SETTIMANA ...

Da Molfetta a ventidue Comuni pugliesi, cinque itinerari e un disciplinare condiviso per i riti pasquali. Ideazione di Gaetano Armenio, 2008.

«Bellissimo, ma solo Molfetta? Non c'è altro in Puglia?» Me lo chiedevano in fiera decine di volte. Nel 2008 ho cominciato a telefonare ai sindaci senza avere nessun incarico. Dieci hanno detto sì, poi sono diventati ventidue.

 

La domanda che ho preso sul serio

Alla BIT di Milano, all'infopoint di Molfetta, nei corridoi delle fiere, la scena era sempre la stessa. Turisti e pellegrini che avevano vissuto i riti della Settimana Santa di Molfetta mi chiedevano: "Bellissimo… ma solo Molfetta? Non c'è altro in Puglia?" Ripetuta decine di volte, quella domanda era già una risposta. La Puglia dei riti pasquali esisteva, dal Gargano al Salento, ma andava in ordine sparso, ogni paese per conto suo. Nessuno la raccontava come un'unica destinazione. Nel 2008 ho cominciato a fare telefonate. Non avevo un incarico. Avevo una lista di comuni e una convinzione.

 

Da 10 a 22 comuni

Prime adesioni, 10 comuni, dal Gargano al Salento. Crescita per passaparola, in pochi mesi diventano 22. Passaggio istituzionale, il consigliere regionale Guglielmo Minervini mi mette in contatto con l'assessore al turismo Massimo Ostillio. Il progetto entra nei programmi della Regione Puglia. Ogni comune versa una quota d'iscrizione, la prova che la rete non è calata dall'alto ma sostenuta dai territori stessi.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere. La Puglia dei riti pasquali è un'unica destinazione, non venti paesi sparsi
> Ricerca sul campo, comune per comune, per capire chi era pronto ad accogliere visitatori e chi aveva bisogno di tempo
> Disciplinare condiviso, standard minimi di accoglienza scritti con i comuni, non per i comuni
> Cinque itinerari, Gargano e Daunia, Puglia Imperiale, Bari e la Costa dei Trulli, Salento, Magna Grecia
> Quota d'iscrizione per ogni comune, chi paga tiene di più al progetto
> Ho curato grafica, comunicazione, guida pocket multilingue, portale web e canali social

 

Ostern in Apulien, la Puglia a Berlino

Nel 2013 la rete ha passato le Alpi. All'ITB di Berlino ho portato la guida tradotta in tedesco e il materiale promozionale «Ostern in Apulien», perché un mercato o lo parli nella sua lingua o non lo parli. La sera l'appuntamento si spostava alla Philharmonie. Nel foyer si distribuivano le guide, sul palco la Banda di Ruvo di Puglia del maestro Pino Minafra suonava con il gruppo vocale Faraualla. Le marce funebri pugliesi dentro una delle sale da concerto più note d'Europa. Nessun depliant avrebbe ottenuto lo stesso.

 

2018, la Spagna, Valladolid, l'apertura internazionale

Dieci anni dopo le prime telefonate, il progetto ha attraversato un confine. Nel 2018 si è aperta una collaborazione con la Spagna e con l'Università di Valldoliduna città che ha con la Settimana Santa un rapporto antico, diverso dal nostro, ma parente nelle radici. Da quell'incontro sono nati scambi, confronti di metodo e nuovi scenari di lavoro che hanno portato la rete pugliese a misurarsi con un contesto internazionale. È il passaggio che ha reso evidente una cosa: quando un progetto di territorio viene costruito sull'ascolto, prima o poi qualcuno da fuori lo riconosce.

 

Cosa ho capito

Una rete di territori piccoli e medi può reggere, se nasce dall'ascolto e non dalla scrivania. Un disciplinare condiviso vale più di venti bandi paralleli. Una domanda ripetuta in fiera, se qualcuno la prende sul serio, può diventare la mappa di una regione. E a distanza di dieci anni può anche diventare un ponte con un altro Paese.

 

 

website > www.settimanasantainpuglia.it

video > https://youtu.be/mFyxf_KhjRE?feature=shared

 

 

Reti di comuni per il turismo, ventidue Comuni pugliesi intorno ai riti pasquali

NOVE ...

Nove aziende della zona industriale di Molfetta in un solo stand alla Fiera del Levante, 2006. Autofinanziato. Naming e grafica di Gaetano Armenio.

«Ma noi siamo diversi, facciamo cose diverse.» Uno alla volta hanno detto sì, ciascuno con la sua quota e senza un euro pubblico. A fiera chiusa il mio ufficio si è riempito di fiori.

 

La proposta

Zona industriale di Molfetta, metà anni Duemila. Ogni azienda va in fiera per conto suo, il proprio stand, i propri clienti, il proprio catalogo. A nessuno viene in mente di presentarsi insieme. Comincio a fare il giro delle aziende con una proposta semplice: condividere uno spazio alla Fiera del Levante. Non un consorzio, non un progetto pluriennale. Un esperimento: vediamo cosa succede se un'area industriale si presenta come un'unica realtà produttiva invece che come nove stand separati. La reazione iniziale è quella che ti aspetti. Diffidenza, perplessità, il solito "ma noi siamo diversi, facciamo cose diverse". Poi, uno alla volta, dicono sì.

 

Le nove aziende

A raccogliere la proposta sono nove realtà diverse per settore, tutte autofinanziate: Cattolica Popolare, Globeco, Gaudio, Giesse Impianti, Grossano Arredamenti, Inottica, Molfetta Outlet, Remec, Sitec. Ciascuna mette una quota. Nessun bando, nessun contributo pubblico. Solo imprenditori che decidono di provare.

 

Lo stand condiviso alla Fiera del Levante

NOVEMERCANTIinFIERA diventa uno stand unico alla Fiera del Levante di Bari: nove aziende della stessa area industriale che si presentano come rete. L'idea è che il visitatore entri per una e scopra le altre otto. Che la zona industriale di Molfetta smetta di essere un indirizzo e diventi un nome.

 

I fiori

A fiera finita, prima ancora di fare i conti, il mio ufficio si riempie di omaggi floreali da parte degli imprenditori. Non me lo aspettavo. I risultati commerciali erano stati buoni, i contatti nuovi parecchi, e tutti volevano ripetere l'esperienza l'anno dopo. Nei mesi successivi arrivarono richieste di partecipazione da altre aziende della zona industriale che volevano esserci alla prossima edizione. Non l'ho ripetuta. L'anno dopo ero già dentro il progetto della Settimana Santa a Molfetta e le energie erano finite lì. Ma quei fiori sono rimasti il modo più concreto che ho visto per dire "ha funzionato".

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere. Che la zona industriale di Molfetta smettesse di essere un indirizzo e diventasse un nome
> Il porta a porta. La proposta collettiva si vende a porte singole, non in assemblea
> Togli complessità alla proposta. Non un consorzio, non un impegno pluriennale, ma un esperimento con una data di inizio e una di fine
> Scegli un naming che racconti il progetto. NOVEMERCANTIinFIERA dice già tutto prima che il visitatore entri nello stand
> Autofinanziamento come regola. Chi mette soldi propri decide con più serietà
> Uno stand unico visivamente. Il visitatore deve percepire un luogo, non una somma di aziende
> Ho curato grafica e comunicazione del progetto, dall'identità visiva dello stand ai materiali promozionali distribuiti in Fiera

 

Cosa ho capito

Un'edizione sola. Ma per una settimana la zona industriale di Molfetta aveva avuto un nome alla Fiera del Levante, non solo un indirizzo su una mappa. Nove aziende diverse che insieme occupavano uno spazio come se ci fossero sempre state. Il visitatore entrava per una e trovava un territorio.

 

 

Video > https://youtu.be/y8lxI68qwZs

 

Promozione collettiva d'impresa, nove aziende di Molfetta in un solo stand alla Fiera del Levante

SETTIMANA ...

Il primo piano di promozione turistica dei riti pasquali di Molfetta, 2007. Otto imprese, nessun fondo pubblico. Ideazione di Gaetano Armenio.

«Gaetano, voglio un bel manifesto.» Il layout non l'avevo nemmeno preparato. Sul tavolo ho appoggiato due cartelle dattiloscritte, un piano da trentamila euro. La Confraternita poteva metterne una piccola parte, il resto l'ho trovato io.

 

La richiesta

Un giorno entrano nel mio ufficio il dottor Franco Stanzione, priore della Confraternita della Morte, e il fotografo Antonio D'Agostino. La richiesta è chiara: «Gaetano, voglio un bel manifesto per la Settimana Santa a Molfetta.» Passano alcuni giorni. Ci rivediamo. Loro si aspettano un layout. Io appoggio sul tavolo due cartelle dattiloscritte: un progetto di promozione turistica della Settimana Santa molfettese, valore trentamila euro. Il priore mi dice subito, con l'onestà che gli riconoscevo, che la Confraternita può contribuire solo con una piccola quota. Lo sapevo già. Ma quel potenziale lo avevo visto, e non volevo lasciarlo lì.

 

Un progetto culturale per una confraternita, senza fondi pubblici

Il progetto poteva esistere solo se lo tenevano su le imprese del territorio. Ne ho coinvolte otto: Remec, Cattolica Popolare, Oleificio Goccia di Sole, Top Service, Garden Hotel, Editrice L'Immagine, Rifindecor, ConfSud. Ciascuna ha messo una quota. Insieme alla quota della Confraternita, è bastato. Niente soldi pubblici: il Comune aveva altro a cui pensare. È stato, di fatto, uno dei primi casi in cui ho visto che valorizzare un rito religioso come offerta turistica non richiede necessariamente un bando: richiede persone che credono nel territorio.

 

Dove l'ho portato

Spazio alla BIT di Milano per presentare Molfetta e i suoi riti a operatori italiani e stranieri. Stand all'Aeroporto di Bari-Palese per due mesi. Infopoint presso la Confraternita nei giorni della Settimana Santa. Catalogo e portale bilingue. Visite guidate durante il periodo pasquale, con un percorso costruito sulla città.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere. Un rito religioso è già un'offerta turistica, basta trattarlo come tale
> Consegnare più di quanto ti hanno chiesto. Mi avevano chiesto un manifesto, ho portato un progetto
> Far reggere il progetto sulle imprese del territorio quando il pubblico non c'è, otto aziende, una quota ciascuna
> Presidiare i flussi reali. Lo stand all'Aeroporto di Bari-Palese intercetta chi arriva e chi parte
> Materiali bilingue italiano e inglese, catalogo, portale e infopoint aperto nei giorni della Settimana Santa
> Ho curato grafica, comunicazione e identità visiva del progetto

 

Cosa ho capito

Il progetto del 2007 è rimasto un'unica stagione. Non perché sia finito male: perché è diventato altro. L'interesse raccolto a Milano e a Bari-Palese, e soprattutto la domanda che tornava dai visitatori, "solo Molfetta?"mi hanno convinto che la scala giusta non era più la città, ma la regione. L'anno dopo è nata la rete della Settimana Santa in Puglia Non ho numeri da mostrare di quell'edizione: all'epoca non li abbiamo raccolti, e sarebbe disonesto inventarli adesso.

Quello che posso dire è che l'interesse fu abbastanza grande da spingere un progetto di città a diventare un progetto di regione.

 

video  > https://youtu.be/-5y_m1diEjI

 

 

Sponsorizzazione d'impresa per progetti culturali, la Settimana Santa a Molfetta del 2007

NAVE ...

Nave Italia a Molfetta, il più grande brigantino a vela del mondo e nove associazioni per l'inclusione. Grafica e comunicazione di Gaetano Armenio.

 

La comunicazione dell'arrivo del più grande brigantino a vela operativo al mondo nel porto di casa mia. Tre giorni, nove associazioni per l'inclusione, una rete di enti militari e civili da far stare in una sola immagine.

 

Il problema arriva prima della festa

Il foglio era bianco e dovevano starci dentro tutti. Marina Militare, Fondazione Tender To Nave Italia, Capitaneria di Porto, Regione Puglia e nove associazioni molfettesi che ogni giorno lavorano con la disabilità e il disagio. Loghi che pesano, gerarchie che non ammettono sviste, un ordine che qualcuno avrebbe comunque letto come una classifica.

 

Mi hanno chiesto di curare la comunicazione di un evento. La parte vera del lavoro era questa: tenere insieme una rete senza che nessuno si sentisse messo in secondo piano, e senza trasformare un programma in un organigramma.

 

La decisione: la nave al centro, gli enti intorno

Ho costruito l'identità visiva attorno alla nave, non attorno agli enti. In un evento istituzionale è una scelta che va difesa, perché di solito vincono le sigle. La fotografia del brigantino occupa lo spazio, i loghi stanno dove devono senza rubare la scena. Questo ha sciolto il nodo delle gerarchie. Se al centro c'è la nave, nessun ente è primo e nessuno è ultimo. Sono tutti intorno alla stessa cosa.

 

Quattro giornate, quattro pubblici

Nave Italia non porta passeggeri, porta equipaggi. È un veliero di 61 metri della Fondazione Tender To Nave Italia, la Onlus promossa dalla Marina Militare e dallo Yacht Club Italiano, e ospita progetti educativi e riabilitativi per persone con disabilità e disagio psichico e sociale. Il mare e la vita di bordo sono lo strumento, ragazzi che per qualche giorno fanno i marinai veri.

 

Il programma andava letto da chi cerca cose diverse. La nave arriva Sabato 27 giugno, accolta dalla Banda Santa Cecilia di Molfetta  e il benvenuto ufficiale a bordo con le autorità e l'avvio delle attività con le associazioni. Domenica 28 le visite aperte alla città, mattina e pomeriggio. Lunedì 29 si chiude all'Auditorium del Museo Diocesano con le Conversazioni Nave Italia, dove il Comandante Matteo Malerba, il neuropsichiatra Tommaso Tota e il dott. Gagliani della Fondazione Tender To Nave Italia raccontano cosa vuol dire educare all'autonomia in mezzo al mare.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Identità visiva costruita sulla nave, per neutralizzare il problema delle gerarchie tra gli enti

> Grafica e comunicazione coordinate, dalla locandina ai materiali per la stampa

> Un solo sistema visivo declinato su quattro giornate con quattro pubblici diversi

> Le nove associazioni tenute dentro come protagoniste, non come righe di programma

 

Cosa ho capito

Curare la comunicazione di un evento voluto e organizzato dall'Associazione Culturale Il Popolo Granchio di Molfetta (ba) vuol dire trovare le parole per qualcosa che le parole rischiano di tradire. Un ragazzo che impara a fidarsi del mare non è una storia commovente da vendere.

 

È una conquista vera, e va raccontata con rispetto. Il lavoro più difficile non è stato far stare cinque enti in un foglio. È stato dire una cosa delicata senza farla pesare.

 

www.ilpopologranchio.it

 

 

La comunicazione di Nave Italia: progettare l’identità visiva di un evento dedicato all’inclusione