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MOLFETTA A EXPOMILANO 2015

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MOLFETTA A EXPOMILANO 2015

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Chi Siamo

MASKS ...

MASKS, progetto europeo sulle maschere tradizionali di Italia, Spagna, Portogallo e Romania. Dodici partner, tre anni. Comunicazione di Gaetano Armenio

Nato da una chat WhatsApp tra colleghi e approvato dalla Commissione Europea: 12 partner, 4 Paesi, 3 anni di attività.

 

Da Valladolid a un progetto europeo

Nel 2019, durante la mostra Plenilunio di Primavera a Valladolid, alcuni docenti dell'università spagnola avevano seguito da vicino il lavoro sulla comunicazione dei riti pasquali pugliesi. Qualche anno dopo è arrivato un messaggio su WhatsApp: volevano coinvolgermi in un progetto europeo sulle maschere tradizionali, affidandomi la comunicazione internazionale. MASKS nasce da lì. Da relazioni costruite sul campo, non da bandi esplorati a tavolino.

 

Un messaggio in una chat tra colleghi, una conversazione informale su maschere tradizionali e identità culturale. Nessuno di noi pensava che in pochi mesi quella conversazione sarebbe diventata un progetto triennale approvato dalla Commissione Europea. MASKS nasce così: da uno scambio tra persone che si fidavano l'una dell'altra prima ancora di avere un dossier da presentare.

 

Cosa è MASKS

MASKS lavora sulla valorizzazione delle maschere antropologiche e zooforme legate alle tradizioni millenarie di diversi territori europei, unendo ricerca, formazione, arti visive e comunicazione. L'obiettivo è costruire un archivio digitale delle maschere e delle pratiche rituali collegate, e dare visibilità internazionale a territori spesso fuori dai grandi circuiti turistici.

 

La rete mette insieme 12 partners tra università, centri di formazione, istituti di ricerca ed enti culturali di Spagna, Portogallo, Romania e Italia. Sono previste due mostre internazionali in due Capitali Europee della Cultura.

 

Capofila del progetto è l'Università spagnola di Valladolid, coordinata dalla prof.ssa Maria Pilar Panero.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Il saper fare: i docenti spagnoli mi hanno visto lavorare a Valladolid prima di propormi MASKS
Relazionarsi sul campo, non solo via email: la fiducia si costruisce di persona, progetto per progetto
Gestire le difficoltà dell'ultimo minuto senza farle pesare: è parte del metodo, non un'eccezione
Ho progettato e coordino la comunicazione internazionale del progetto: sito web, video, reportage fotografici, social media.

Cosa ho capito

MASKS è ancora in corso. Quello che so già è che cinque anni separano una mostra a Valladolid e un progetto finanziato dalla Commissione Europea. In mezzo non c'era un bando: c'era la qualità del lavoro fatto e la fiducia di chi lo aveva visto.

 

Foto di Gaetano Armenio

 

- Sito ufficiale del progetto:
https://unveilingthemasks.uva.es/

- Video istituzionale:
https://youtu.be/dJ8aUiIu-kI

- Documentario su Tricarico (Basilicata):
https://www.youtube.com/watch?v=1vs-8td0RSw&t=7s

- Intervista sul campo:
https://youtu.be/epYecj80BM4

 

Valorizzazione del patrimonio immateriale europeo, la comunicazione internazionale del progetto MASKS

VISITMOLFETTA.IT ...

Dieci itinerari per Molfetta, una guida pocket in italiano, inglese e tedesco e un portale web, 2014. Grafica e comunicazione di Gaetano Armenio.

«Perché un turista dovrebbe fermarsi a Molfetta? Qui non c'è nulla.» Il progetto costava ventimila euro. Il Comune ne mise tremila, i restanti diciassettemila li ho raccolti uno per uno dagli operatori privati.

 

«Qui non c'è nulla», famose ultime parole

«Perché un turista dovrebbe fermarsi a Molfetta? Qui non c'è nulla.» Questa frase me la sentivo ripetere spesso agli incontri con la filiera turistica cittadina, mentre lavoravo al progetto di promozione turistica VISITMOLFETTA.IT. Ogni volta rispondevo nello stesso modo, nessun luogo al mondo è davvero vuoto. Dove c'è una comunità c'è un genius loci, una storia, qualcuno pronto ad ascoltarla se gliela racconti bene.

 

Dal "non c'è nulla" a dieci itinerari

Ho cominciato a guardare Molfetta come se non la conoscessi. Dal presunto nulla sono venuti fuori dieci itinerari turistico-culturali, ciascuno con un'anima precisa: " La Via per l'Oriente, Al Centro della Terra, gli Eventi Pasquali, la Festa di Settembre, il Respiro del Mare, le Vie del Gusto, La Vie en Rose, il Saper Fare, gli Eventi Culturali, Bella di Notte". Ho trasformato questi temi in una guida pocket multilingue, in italiano, inglese e tedesco, distribuita nelle principali fiere turistiche internazionali, e in un portale web dedicato che raccoglieva itinerari, eventi e suggestioni. Un progetto pensato per dimostrare, nei fatti, che "qui non c'è nulla" era semplicemente una lettura sbagliata del territorio.

 

Ventimila euro, e solo tremila dal pubblico

Il progetto costava 20.000 euro. Il Comune ne mise 3.000, il resto lo raccolsi io, uno per uno, dai privati della filiera turistica. Diciassettemila euro messi insieme bussando alle porte di albergatori, ristoratori e commercianti, gli stessi che a volte dicevano "qui non c'è nulla". Convincere chi non crede nel proprio territorio a finanziarne il racconto è il lavoro più difficile, e la prova migliore che il racconto funzionava.

 

La guida arriva a Berlino

La guida non è rimasta negli infopoint. Nel 2014 l'ho portata alla BIT di Milano a febbraio, all'ITB di Berlino a marzo e al TTG di Rimini, sempre dentro lo stand della Regione Puglia. È il motivo per cui la volevo anche in tedesco e non solo in inglese. Lo stesso anno Molfetta è arrivata in televisione, con Davide Mengacci e Ricette all'Italiana su Rete 4.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: nessun luogo è vuoto, ogni comunità ha un genius loci che aspetta solo di essere raccontato
Guardare il proprio territorio come se non lo conoscessi, è l'unico modo per vedere quello che gli abitanti non vedono più
Dare a ogni itinerario un nome e un'anima, "Bella di Notte" vende più di "itinerario serale"
Guida multilingue per le fiere internazionali, parlare la lingua di chi compra, non solo la propria
Raccogliere 17.000 euro dai privati e 3.000 dal Comune, non aspettare il bando pubblico per partire
Portare la guida dove stanno i compratori, BIT, ITB e TTG dentro lo stand della Regione Puglia
Ho curato la comunicazione, la grafica, la guida e il portale web del progetto

 

Cosa ho capito

"Qui non c'è nulla" non era una descrizione di Molfetta. Era il modo in cui la guardava chi la viveva ogni giorno. Bastava cambiare sguardo per trovare dieci itinerari dove altri vedevano una città di passaggio. E chi diceva "qui non c'è nulla" alla fine ha messo mano al portafoglio per raccontarlo.

 

website > www.visitmolfetta.it

video > https://youtu.be/fLA4y8BhDes?feature=shared

Guide turistiche e portali di destinazione, i dieci itinerari di Molfetta finanziati dai privati

PLENILUNIO ...

Cinquantadue pugliesi al Palacio Real di Valladolid nel 2019, tra banda di Bitonto e confratelli di Vico del Gargano. Ideazione di Gaetano Armenio.

«Buenos días, hablo con el Sr. Armenio…» Ho detto sì a una telefonata che non capivo. Poi i cataloghi sbagliati, ristampati a Valladolid in ventiquattro ore, e il ritorno in quattro città pugliesi.

 

«Buenos días, hablo con el Sr. Armenio…» 

Un giorno squilla il telefono. Dall'altra parte una voce in spagnolo velocissimo. Per qualche secondo penso a un call center particolarmente insistente. Poi capisco che no, è un invito a incontrarci all'Università di Bari per parlare di un gemellaggio culturale sui riti della Settimana Santa Puglia e Spagna. Da quella telefonata nasce "Plenilunio di Primavera": un progetto di marketing territoriale e culturale che mette in dialogo confraternite, bande, università e istituzioni dei due Paesi.

 

Chi teneva insieme i due Paesi

Il gemellaggio non era una stretta di mano tra due sindaci. Da parte pugliese l'interlocutore era la Regione Puglia con Pugliapromozione e l'Università di Bari. E' stata l'Università di Valladolid con i prof. José Luis Alonso Ponga e Maria Pilar Panero, a fare da tramite con il Palazzo Reale, aprendoci le porte di un luogo che di solito non ospita bande di paese e confraternite del Gargano. Costruire questa rete ha voluto dire mesi di telefonate, permessi, programmi da far combaciare tra due burocrazie diverse.

 

52 persone verso l'ignoto

Alla fine partiamo in 52 per Valladolid. La Banda "Cesare delle Cese" di Bitonto, i confratelli di Vico del Gargano, dirigenti regionali, la coop FeArt di Molfetta, e io, che di spagnolo capisco giusto "buenos días" e poco altro. Il giorno della partenza scopro che i cataloghi della mostra, quelli da distribuire all'inaugurazione, erano sbagliati. Ce lo comunicano gli spagnoli la mattina della partenza per la città spagnola. A Valladolid trovo una tipografia che me li ristampa nel giro di 24 ore dal nostro arrivo. La mostra apre puntuale, con i cataloghi giusti in mano ai visitatori.

 

Il secondo tempo in Puglia

Il rientro non è la fine del progetto, è l'inizio del secondo tempo. Bitonto, Molfetta e Vico del Gargano ospitano concerti e mostre ispirati all'esperienza spagnola, creando scambi e relazioni tra comunità, amministrazioni e operatori culturali. Gran finale a Lecce, con un convegno sui riti pasquali pugliesi e spagnoli, dove il progetto esce dalla dimensione del singolo evento e diventa spazio di confronto tra studiosi, istituzioni e territorio.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: portare le tradizioni pugliesi oltre confine, non solo raccontarle in casa
Rispondere sì a una telefonata incomprensibile, perché le opportunità arrivano in lingue che non capisci
Coraggio e follia creativa come strumenti: non capisci lo spagnolo, non sai dove ti porta, e parti lo stesso con 52 persone per il Palacio Real di Valladolid
Risolvere sul posto: cataloghi sbagliati scoperti alla partenza, ristampati in 24 ore a Valladolid, mostra aperta puntuale
Il secondo tempo in Puglia, perché fare rete significa anche portare lo straniero a casa, non solo andare da lui
Chiudere a Lecce con il convegno, trasformando un evento in spazio di ricerca e confronto istituzionale
Ho curato grafica, allestimento della mostra fotografica e comunicazione

 

Cosa ho capito

Plenilunio di Primavera è nato da una telefonata che non capivo. Ho risposto sì prima di aver capito cosa stavo dicendo. Poi 52 persone hanno raggiunto il Palacio Real di Valladolid e quattro città pugliesi hanno ospitato l'onda di ritorno. Quando alla partenza ho scoperto che i cataloghi erano sbagliati, ho trovato una tipografia a Valladolid e li ho rifatti in tempo per l'inaugurazione.

 

I progetti che lasciano un segno cominciano con una voce che parla troppo veloce e vanno avanti a colpi di problemi risolti.

 

 

website > https://www.settimanasantainpuglia.it/content/puglia-spagna.asp?lan=ita

video > https://youtu.be/ByBs7Kw1nG8?feature=shared

video rai3 > https://youtu.be/1ag-yqVeVE8?feature=shared

 

Progetti culturali per confraternite e bande, il gemellaggio tra Puglia e Spagna del 2019

NOVE ...

Nove aziende della zona industriale di Molfetta in un solo stand alla Fiera del Levante, 2006. Autofinanziato. Naming e grafica di Gaetano Armenio.

«Ma noi siamo diversi, facciamo cose diverse.» Uno alla volta hanno detto sì, ciascuno con la sua quota e senza un euro pubblico. A fiera chiusa il mio ufficio si è riempito di fiori.

 

La proposta

Zona industriale di Molfetta, metà anni Duemila. Ogni azienda va in fiera per conto suo, il proprio stand, i propri clienti, il proprio catalogo. A nessuno viene in mente di presentarsi insieme. Comincio a fare il giro delle aziende con una proposta semplice: condividere uno spazio alla Fiera del Levante. Non un consorzio, non un progetto pluriennale. Un esperimento: vediamo cosa succede se un'area industriale si presenta come un'unica realtà produttiva invece che come nove stand separati. La reazione iniziale è quella che ti aspetti. Diffidenza, perplessità, il solito "ma noi siamo diversi, facciamo cose diverse". Poi, uno alla volta, dicono sì.

 

Le nove aziende

A raccogliere la proposta sono nove realtà diverse per settore, tutte autofinanziate: Cattolica Popolare, Globeco, Gaudio, Giesse Impianti, Grossano Arredamenti, Inottica, Molfetta Outlet, Remec, Sitec. Ciascuna mette una quota. Nessun bando, nessun contributo pubblico. Solo imprenditori che decidono di provare.

 

Lo stand condiviso alla Fiera del Levante

NOVEMERCANTIinFIERA diventa uno stand unico alla Fiera del Levante di Bari: nove aziende della stessa area industriale che si presentano come rete. L'idea è che il visitatore entri per una e scopra le altre otto. Che la zona industriale di Molfetta smetta di essere un indirizzo e diventi un nome.

 

I fiori

A fiera finita, prima ancora di fare i conti, il mio ufficio si riempie di omaggi floreali da parte degli imprenditori. Non me lo aspettavo. I risultati commerciali erano stati buoni, i contatti nuovi parecchi, e tutti volevano ripetere l'esperienza l'anno dopo. Nei mesi successivi arrivarono richieste di partecipazione da altre aziende della zona industriale che volevano esserci alla prossima edizione. Non l'ho ripetuta. L'anno dopo ero già dentro il progetto della Settimana Santa a Molfetta e le energie erano finite lì. Ma quei fiori sono rimasti il modo più concreto che ho visto per dire "ha funzionato".

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere. Che la zona industriale di Molfetta smettesse di essere un indirizzo e diventasse un nome
Il porta a porta. La proposta collettiva si vende a porte singole, non in assemblea
Togli complessità alla proposta. Non un consorzio, non un impegno pluriennale, ma un esperimento con una data di inizio e una di fine
Scegli un naming che racconti il progetto. NOVEMERCANTIinFIERA dice già tutto prima che il visitatore entri nello stand
Autofinanziamento come regola. Chi mette soldi propri decide con più serietà
Uno stand unico visivamente. Il visitatore deve percepire un luogo, non una somma di aziende
Ho curato grafica e comunicazione del progetto, dall'identità visiva dello stand ai materiali promozionali distribuiti in Fiera

Cosa ho capito

Un'edizione sola. Ma per una settimana la zona industriale di Molfetta aveva avuto un nome alla Fiera del Levante, non solo un indirizzo su una mappa. Nove aziende diverse che insieme occupavano uno spazio come se ci fossero sempre state. Il visitatore entrava per una e trovava un territorio.

 

 

Video > Guarda il video

 

Promozione collettiva d'impresa, nove aziende di Molfetta in un solo stand alla Fiera del Levante