plenilunio-banda-bitonto-vico-del-gargano-valladolid.webp

PLENILUNIO DI PRIMAVERA, PUGLIA E SPAGNA 2019

Home > Progetti > PLENILUNIO DI PRIMAVERA, PUGLIA E SPAGNA 2019

Visualizza Gallery

Scopri di più

PER CRUCEM ...

Abbiamo ideato una mostra fotografica che mette accanto i riti pasquali di Molfetta e di alcuni comuni della Spagna e del Portogallo.

Roma, Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi, nell'anno del Giubileo. Poi Molfetta, Sala dei Templari, con le Ambasciate di Spagna e Portogallo presso la Santa Sede. Coordinatore scientifico dell'evento il prof. Jose Luis Ponga della Università spagnola di Valladolid.

 

Porto le luci di casa

L'impianto luci della Sala dei Templari non bastava a illuminare le fotografie. Rimandare non era un'opzione, ridimensionare nemmeno. Ho caricato in macchina le luci della mia camera da letto e le ho portate in sala. Non è stata una mostra perfetta. È stata viva.

 
La Spagna vende la sua Settimana Santa, la Puglia non ancora

Medina de Rioseco, meno di cinquemila abitanti, porta a spalla venti pasos del Cinque e Seicento ed è festa di interesse turistico internazionale. A Peñafiel, festa di interesse nazionale, la domenica di Pasqua un bambino vestito da angelo scende con le carrucole in piazza. Bercianos de Aliste, con le mortajas bianche dei confratelli, ha il riconoscimento regionale dal 2011. Braga nel 2017 ha accolto quasi 65.000 visitatori da trenta Paesi.

 

Molfetta, unica città pugliese della rete, ha  i gruppi statuari del Venerdì di Passione e del Sabato Santo portati a spalla dai confratelli, le marce funebri delle bande. Riti formati in gran parte nei due secoli di viceregno spagnolo, con le stesse confraternite e lo stesso pathos. Lì la Pasqua è un motivo per mettersi in viaggio. Da noi resta una festa di paese.

 

Dal 2008 lavoro su questo con Settimana Santa in Puglia, una rete di 22 comuni. Mancava il passo successivo. Mettere i nostri riti accanto ai loro, nella stessa sala, e lasciare che fosse il visitatore a confrontarli.

 

Una rete di cinque città in tre Paesi

La rete di città attivata collega Molfetta, Braga, Medina de Rioseco, Peñafiel e Bercianos de Aliste. Due le sedi: Roma, nella Chiesa di Sant'Antonio dei Portoghesi, e Molfetta, nella Sala dei Templari. Ho curato ideazione, organizzazione, comunicazione e allestimento grazie anche alla collaborazione della Coop Feart di Molfetta e il sostegno del Comune di Molfetta.

 

La performance di Ninì Vernola

All'inaugurazione di Molfetta ho affiancato alla mostra una performance teatrale dell'indimenticabile attore Ninì Vernola. Una lettura densa, che toccava la guerra e la sofferenza dei bambini di Gaza. Ha commosso il pubblico e ha generato polemiche da parte delle istituzioni locali presenti in sala. Non me ne sono pentito. Una performance che divide è una performance che tocca qualcosa di vero.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Costruire la rete prima di costruire la mostra: ambasciate, comuni, confraternite e realtà culturali di tre Paesi
Gli imprevisti si gestiscono, non si rimandano: le luci della camera da letto hanno illuminato le fotografie perché non c'era alternativa
Affiancare arte e impegno civile: una performance che divide è una performance che tocca qualcosa di vero
Ho curato ideazione, organizzazione, comunicazione e allestimento del progetto fotografico.

 

Cosa ho capito

Il commento che ho sentito più spesso è stato «Non pensavo che una mostra potesse essere così coinvolgente». Spagna e Portogallo hanno impiegato decenni a trasformare quel coinvolgimento in alberghi pieni. Noi abbiamo gli stessi riti. Abbiamo appena cominciato.

 

> Roma – Chiesa di Sant’Antonio dei Portoghesi

https://youtube.com/shorts/KZHbVOQgmJQ?si=fJcGicZmJt7Oc0F2

> Molfetta – Sala dei Templari

https://youtube.com/shorts/SKtiV8vr7wk?si=G7-Fk8-yaSDw8cct

 

 

Marketing turistico e culturale internazionale, i riti pasquali di cinque città europee in mostra

MASKS ...

MASKS, progetto europeo sulle maschere tradizionali di Italia, Spagna, Portogallo e Romania. Dodici partner, tre anni. Comunicazione di Gaetano Armenio

Nato da una chat WhatsApp tra colleghi e approvato dalla Commissione Europea: 12 partner, 4 Paesi, 3 anni di attività.

 

Da Valladolid a un progetto europeo

Nel 2019, durante la mostra Plenilunio di Primavera a Valladolid, alcuni docenti dell'università spagnola (Maria Pilar Panero e Jose Alonso Ponga) avevano seguito da vicino il lavoro sulla comunicazione dei riti pasquali pugliesi. Qualche anno dopo è arrivato un messaggio su WhatsApp: volevano coinvolgermi in un progetto europeo sulle maschere tradizionali, affidandomi la comunicazione internazionale. MASKS nasce da lì. Da relazioni costruite sul campo, non da bandi esplorati a tavolino.

 

Un messaggio in una chat tra colleghi, una conversazione informale su maschere tradizionali e identità culturale. Nessuno di noi pensava che in pochi mesi quella conversazione sarebbe diventata un progetto triennale approvato dalla Commissione Europea. MASKS nasce così: da uno scambio tra persone che si fidavano l'una dell'altra prima ancora di avere un dossier da presentare.

 

Cosa è MASKS

MASKS lavora sulla valorizzazione delle maschere antropologiche e zooforme legate alle tradizioni millenarie di diversi territori europei, unendo ricerca, formazione, arti visive e comunicazione. L'obiettivo è costruire un archivio digitale delle maschere e delle pratiche rituali collegate, e dare visibilità internazionale a territori spesso fuori dai grandi circuiti turistici.

 

La rete mette insieme 12 partners tra università, centri di formazione, istituti di ricerca ed enti culturali di Spagna, Portogallo, Romania e Italia. Sono previste due mostre internazionali in due Capitali Europee della Cultura.

 

Capofila del progetto è l'Università spagnola di Valladolid, coordinata dalla prof.ssa Maria Pilar Panero.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Il saper fare: i docenti spagnoli mi hanno visto lavorare a Valladolid prima di propormi MASKS
Relazionarsi sul campo, non solo via email: la fiducia si costruisce di persona, progetto per progetto
Gestire le difficoltà dell'ultimo minuto senza farle pesare: è parte del metodo, non un'eccezione
Ho progettato e coordino la comunicazione internazionale del progetto: sito web, video, reportage fotografici, social media.

Cosa ho capito

MASKS è ancora in corso. Quello che so già è che cinque anni separano una mostra a Valladolid e un progetto finanziato dalla Commissione Europea. In mezzo non c'era un bando: c'era la qualità del lavoro fatto e la fiducia di chi lo aveva visto.

 

Foto di Gaetano Armenio

 

- Sito ufficiale del progetto:
https://unveilingthemasks.uva.es/

- Video istituzionale:
https://youtu.be/dJ8aUiIu-kI

- Documentario su Tricarico (Basilicata):
https://www.youtube.com/watch?v=1vs-8td0RSw&t=7s

- Intervista sul campo:
https://youtu.be/epYecj80BM4

 

Valorizzazione del patrimonio immateriale europeo, la comunicazione internazionale del progetto MASKS

BANDA ...

Mostra fotografica per i trent'anni della Banda Santa Cecilia di Molfetta, ideata da Gaetano Armenio. Sala dei Templari, 7 marzo 2026.

Trenta pannelli, trent'anni di storia. E il microfono che non mi aspettavo.

 

«Gaetano, prendi il microfono e parla»

Molfetta, sala dei Templari, 7 marzo 2026, ore 19. La sala era piena e tutto era fermo, in attesa di chissà cosa. Poi qualcuno mi si è avvicinato: «Gaetano, prendi il microfono e parla». Non me lo aspettavo. Ho preso il microfono e ho cominciato da dove tutto è cominciato: 22 aprile 1996, quindici persone, una sola convinzione.

 

Trent'anni da raccontare, non da celebrare

Quando l'Associazione Banda Santa Cecilia mi ha affidato l'ideazione e il coordinamento della mostra fotografica per i trent'anni di attività, ho capito subito che non bastava celebrare. Bisognava raccontare. "30 anni di musica e passione" è un percorso espositivo di oltre trenta pannelli fotografici inaugurato il 7 marzo 2026 alla Sala dei Templari di Molfetta, con il patrocinio del Comune.

 

Ripercorre trent'anni di storia: dalla fondazione nel 1996 attraverso la Settimana Santa di Molfetta, la Festa Patronale i concerti e la scuola di musica. Le marce funebri che accompagnano i riti processionali pugliesi non sono semplice musica: sono l'identità sonora di una regione intera, custodita con orgoglio da associazioni come la Banda Santa Cecilia.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: trent'anni di storia sonora non si celebrano, si raccontano
Costruire un percorso narrativo, non una collezione di fotografie: ogni pannello prepara il successivo
Scrivere in registro doppio: il molfettese riconosce la storia, il turista la scopre per la prima volta
Comunicazione a più livelli: comunicati stampa, contenuti social, interviste per i media locali e regionali
Ho curato grafica, testi e identità visiva della mostra.

Cosa ho capito

Ho scritto tutti i testi dei pannelli e ho curato ogni dettaglio della comunicazione. L'unica cosa che non avevo programmato era il microfono. Me lo hanno passato senza preavviso e ho cominciato dal 22 aprile 1996. Quella data, la sala la conosceva a memoria. Gli imprevisti si gestiscono: è la parte del lavoro che non si scrive nel preventivo.

 

 

> Press

https://www.puglialive.net/30-anni-di-musica-e-passione-la-banda-santa-cecilia-inaugura-la-sua-mostra-fotografica-a-molfetta-il-7-marzo/

 

https://www.molfettaviva.it/notizie/trent-anni-in-musica-la-banda-santa-cecilia-racconta-molfetta/

 

https://www.laltramolfetta.it/banda-santa-cecilia-30-anni-di-musica-e-passione-in-mostra/

 

https://molfettalive.it/2026/03/03/trentanni-di-musica-memoria-e-identita-sabato-si-celebra-la-banda-santa-cecilia/

 

> Video

https://youtu.be/2LqefOHKLxo?si=sonJ6cNKMXslMgAd

 

https://telenorba.it/2026/03/09/molfetta-i-30-anni-della-banda-di-santa-cecilia-celebrati-in-una-mostra/

 

Ideazione di eventi culturali e mostre fotografiche, i 30 anni della Banda Santa Cecilia di Molfetta

FESTIVAL ...

Dal 2021 curo comunicazione, grafica e a volte fotografia del Festival Viator, la rassegna di musica e cammini. Tutto è cominciato con un direttore artistico che ogni anno rifaceva lo stesso giro per tenere in piedi il suo festival. Un viaggio a Terlizzi, una domanda al Ministero della Cultura, una telefonata a mezzanotte. Da allora quattro edizioni in più e quattro regioni.

 

Era venuto a chiedere "una mano"

Febbraio 2021. Giovannangelo de Gennaro entra in Editrice L'Immagine e mi chiede un contributo per il Festival Viator, arrivato quell'anno alla settima edizione. Lo conosco bene, è un musico viandante, dirige la rassegna con Michele Lobaccaro dei Radiodervish. L'ho ascoltato e gli ho detto quello che pensavo da un po'.

"Gianni, gli dissi, non puoi ogni anno andare a elemosinare tra aziende private ed enti pubblici. Basta. Prova ad alzare l'asticella e a sognare in grande."

 

Da Terlizzi al Ministero

Sognare in grande, però, si fa con i piedi per terra. L'ho accompagnato a Terlizzi, da Oronzo Amorosini, esperto di progettazione culturale. Oronzo ha costruito il dossier e lo ha presentato al Ministero della Cultura per i fondi FUS destinati allo spettacolo. Poi mesi di silenzio, quello amministrativo che ti fa pensare di aver perso tempo e di averlo fatto perdere a un amico.

In piena estate, a mezzanotte, mi ha telefonato Oronzo. Il Ministero aveva approvato. Non per un anno, per tre.

 

Festival Viator, musica e cammini in quattro regioni

Viator nasce nel 2015 da un'idea di de Gennaro e Lobaccaro e tiene insieme la musica e il mondo dei cammini, le antiche vie medievali ripercorse oggi da chi cerca una forma più lenta di viaggio. Menti, cuori e corpi sulle vie francigene del sud.

Da ottobre a dicembre si svolge in Puglia, Basilicata, Molise e Lombardia. Sui suoi palchi sono passati Vinicio Capossela nel Duomo di Molfetta, Antonella Ruggiero, Alice e Juri Camisasca.

Nel febbraio 2023 la nona edizione è stata presentata alla BIT di Milano, la Borsa Internazionale del Turismo. Un festival di musica sacra e cammini era diventato prodotto turistico. Era quello che avevo in testa quando ho detto basta.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere, un festival che vive di contributi annuali non è un festival, è una raccolta fondi con la musica dentro

Quando ti chiedono una cosa, guarda se il problema è un altro, il contributo risolveva un'edizione, il FUS ne ha risolte tre

Mettere in contatto chi non si conosce, un direttore artistico di Molfetta e un progettista culturale di Terlizzi che da soli non si sarebbero incrociati

 

Cosa ho capito

Quel giorno mi era stato chiesto un assegno. Ho dato un indirizzo a Terlizzi e una frase detta male. Sognare in grande da solo non basta, a Viator non è servito il mio entusiasmo ma un dossier compilato bene. L'assegno sarebbe finito in una edizione sola. L'indirizzo di Terlizzi dura dal 2021.

 

Alla stessa BIT del 2023 ho lanciato Pugliautentica.it con quattordici comuni e una banda nei corridoi. La grancassa, però, rischiava di non arrivare.

Comunicazione e grafica per il Festival Viator, la musica dei cammini tra Puglia, Basilicata, Molise e Lombardia, che curo dal 2021.