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PROGETTI

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Sessantanove aziende dell'area industriale di Molfetta sotto un unico brand d'export, catalogo e portale multilingue. Ideazione di Gaetano Armenio.

«È una follia», mi dicevano i colleghi. Ho fatto il porta a porta azienda per azienda, chiedendo a ciascuna cinquecento euro e un passo indietro sull'io. Poi il progetto si è fermato lì.

 

«È una follia!», e infatti lo era

Quando ho iniziato a parlare di molfettaexport.com, l'idea era semplice e impossibile allo stesso tempo: mettere insieme le aziende dell'area industriale di Molfetta per presentarsi unite sui mercati nazionali e internazionali. I colleghi mi dicevano: «È una follia». Io chiedevo a ciascuno di fare un passo indietro sull'io per farne cento avanti sul noi. Mettere da parte diffidenze e gelosie per costruire una rete più forte. Sembrava una missione impossibile. Non lo è stata.

 

Il porta a porta più faticoso della mia vita

Sono andato azienda per azienda, imprese artigiane, di servizi, commerciali, della meccanica e della produzione, dall'Officina Remec a Puma Conserve, da Globeco a Sistec, fino al centro commerciale Mongolfiera. Alla fine hanno aderito 69 aziende. Alcune sono rimaste fuori solo per mancanza di tempo, non di interesse. A ciascuna ho chiesto un contributo di 500 euro, che copriva il catalogo multilingue, il portale come vetrina internazionale e il brand territoriale molfettaexport.com. Per mesi ho fotografato le aziende, raccolto le informazioni, scritto i testi, preparato i layout. Un porta a porta che ti fa rivalutare perfino la vendita di aspirapolveri, ma che ti restituisce la misura di quanta energia c'è in un'area industriale quando qualcuno la mette in rete.

 

Marketing territoriale: la rete diventa un soggetto unico

Alla fine del percorso, 8 macrocategorie merceologiche, che raggruppavano una ventina di settori diversi, si sono ritrovate sotto un solo ombrello. Un catalogo multilingue distribuito nelle principali fiere di settore, un portale come vetrina permanente, un'area industriale riconoscibile che si presentava all'esterno come soggetto unico e non come somma di aziende. Lo stesso anno ho portato molfettaexport.com a Expo Milano presentandolo davanti all'assessora alle Attività Produttive del Comune di Milano. Poi mi sono impegnato in altri progetti e molfettaexport.com si è fermato lì.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: chiedere a ciascuno un passo indietro sull'io per farne cento avanti sul noi
Porta a porta, azienda per azienda: una rete così non si costruisce con una mail, si costruisce di persona
Un contributo economico da ciascuno: chi mette soldi propri tiene di più al progetto
Catalogo e portale multilingue: una vetrina che parla la lingua dei mercati esteri
Ho curato fotografie, testi, layout, brand, portale del progetto e tutta la comunicazione
Presentare l'area come soggetto unico, non come somma di aziende

Cosa ho capito

Convincere 69 aziende che di solito si fanno concorrenza a mettere il proprio nome accanto a quello del vicino è stato più difficile di qualsiasi catalogo o portale. Il porta a porta non serviva a raccogliere i contributi. Serviva a far fare a ognuno quel passo indietro sull'io. Quando lo hanno fatto, l'area industriale ha smesso di essere un elenco di aziende ed è diventata un soggetto solo.

 

 

video > https://youtu.be/qiv_A3KeNNU?feature=shared

video > https://youtu.be/6yjV_EuzMNA?feature=shared

 

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Dieci itinerari per Molfetta, una guida pocket in italiano, inglese e tedesco e un portale web, 2014. Grafica e comunicazione di Gaetano Armenio.

«Perché un turista dovrebbe fermarsi a Molfetta? Qui non c'è nulla.» Il progetto costava ventimila euro. Il Comune ne mise tremila, i restanti diciassettemila li ho raccolti uno per uno dagli operatori privati.

 

«Qui non c'è nulla», famose ultime parole

«Perché un turista dovrebbe fermarsi a Molfetta? Qui non c'è nulla.» Questa frase me la sentivo ripetere spesso agli incontri con la filiera turistica cittadina, mentre lavoravo al progetto di promozione turistica VISITMOLFETTA.IT. Ogni volta rispondevo nello stesso modo, nessun luogo al mondo è davvero vuoto. Dove c'è una comunità c'è un genius loci, una storia, qualcuno pronto ad ascoltarla se gliela racconti bene.

 

Dal "non c'è nulla" a dieci itinerari

Ho cominciato a guardare Molfetta come se non la conoscessi. Dal presunto nulla sono venuti fuori dieci itinerari turistico-culturali, ciascuno con un'anima precisa: " La Via per l'Oriente, Al Centro della Terra, gli Eventi Pasquali, la Festa di Settembre, il Respiro del Mare, le Vie del Gusto, La Vie en Rose, il Saper Fare, gli Eventi Culturali, Bella di Notte". Ho trasformato questi temi in una guida pocket multilingue, in italiano, inglese e tedesco, distribuita nelle principali fiere turistiche internazionali, e in un portale web dedicato che raccoglieva itinerari, eventi e suggestioni. Un progetto pensato per dimostrare, nei fatti, che "qui non c'è nulla" era semplicemente una lettura sbagliata del territorio.

 

Ventimila euro, e solo tremila dal pubblico

Il progetto costava 20.000 euro. Il Comune ne mise 3.000, il resto lo raccolsi io, uno per uno, dai privati della filiera turistica. Diciassettemila euro messi insieme bussando alle porte di albergatori, ristoratori e commercianti, gli stessi che a volte dicevano "qui non c'è nulla". Convincere chi non crede nel proprio territorio a finanziarne il racconto è il lavoro più difficile, e la prova migliore che il racconto funzionava.

 

La guida arriva a Berlino

La guida non è rimasta negli infopoint. Nel 2014 l'ho portata alla BIT di Milano a febbraio, all'ITB di Berlino a marzo e al TTG di Rimini, sempre dentro lo stand della Regione Puglia. È il motivo per cui la volevo anche in tedesco e non solo in inglese. Lo stesso anno Molfetta è arrivata in televisione, con Davide Mengacci e Ricette all'Italiana su Rete 4.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: nessun luogo è vuoto, ogni comunità ha un genius loci che aspetta solo di essere raccontato
Guardare il proprio territorio come se non lo conoscessi, è l'unico modo per vedere quello che gli abitanti non vedono più
Dare a ogni itinerario un nome e un'anima, "Bella di Notte" vende più di "itinerario serale"
Guida multilingue per le fiere internazionali, parlare la lingua di chi compra, non solo la propria
Raccogliere 17.000 euro dai privati e 3.000 dal Comune, non aspettare il bando pubblico per partire
Portare la guida dove stanno i compratori, BIT, ITB e TTG dentro lo stand della Regione Puglia
Ho curato la comunicazione, la grafica, la guida e il portale web del progetto

 

Cosa ho capito

"Qui non c'è nulla" non era una descrizione di Molfetta. Era il modo in cui la guardava chi la viveva ogni giorno. Bastava cambiare sguardo per trovare dieci itinerari dove altri vedevano una città di passaggio. E chi diceva "qui non c'è nulla" alla fine ha messo mano al portafoglio per raccontarlo.

 

website > www.visitmolfetta.it

video > https://youtu.be/fLA4y8BhDes?feature=shared

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Nel 2014 l'Associazione Opera diventa Pugliautentica, brand turistico delle tradizioni popolari pugliesi. Ideazione e identità visiva di Gaetano Armenio.

Il nome non l'ho inventato a tavolino. «Autentica» era la parola più cercata da chi cerca la Puglia online. Poi gli incontri con i buyer alla Fiera del Levante e lo stand al Teatro Margherita di Bari.

 

Una parola scoperta per caso

A un incontro riservato agli operatori del turismo culturale, una società molto legata a Google presenta i dati delle ricerche. La parola più cercata dai turisti che cercano la Puglia online è una sola, "autentica". Me la sono segnata e non l'ho più dimenticata. Da anni portavo avanti un percorso di promozione turistica con l'Associazione Opera, la mia associazione culturale attiva dal 2003. Il lavoro c'era, le idee anche. Ma mancava un nome che dicesse con chiarezza cosa volevo fare per la Puglia. Quella parola era la risposta.

 

Perché ho cambiato nome a un'associazione che funzionava

Ho trasformato l'Associazione Opera in Pugliautentica. Non un rebranding, una scelta di posizionamento nata da un dato reale. Un'associazione con competenze professionali al servizio del territorio, per qualificare e promuovere le tradizioni popolari pugliesi e il patrimonio immateriale fatto di riti, feste, memorie. Il nome non lo avevo inventato a tavolino, lo avevano già scritto migliaia di turisti nella barra di ricerca.

 

Dal brand agli incontri con i buyer

La prima cosa è stata costruire il brand turistico, ho progettato l'identità visiva dell'associazione e gli itinerari da raccontare. Poi ho portato Pugliautentica dove si decidono le cose. Incontri con i buyer del turismo a Sannicandro di Bari e alla Fiera del Levante. Uno stand espositivo al Teatro Margherita di Bari. Incontri sul turismo responsabile e sostenibile. Non convegni per addetti ai lavori, ma tavoli dove la Puglia delle tradizioni incontrava chi i pacchetti turistici li vende davvero.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: raccontare la Puglia come terra di confine tra Oriente e Occidente, dove tradizione e innovazione dialogano invece di escludersi
Partire da un dato vero, "autentica" era la parola più cercata su Google per la Puglia, e costruirci sopra il nome
Trasformare un'associazione esistente invece di fondarne una nuova, l'Associazione Opera era la base da cui ripartire
Ho progettato il brand turistico, l'identità visiva e tutta la comunicazione
Portare il progetto davanti ai buyer, non solo davanti alle istituzioni

Cosa ho capito

Cambiare nome è stato il gesto più rapido. Il resto, gli incontri, lo stand, i buyer da convincere, è stato il lavoro vero. Un'associazione non vale per quello che scrive nello statuto. Vale per i tavoli a cui riesce a sedersi. Da questa base è nato il progetto più ambizioso dell'associazione, il portale PUGLIAUTENTICA.IT.

 

website >  www.associazionepugliautentica.it

 

 

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Nel 2013 nasce l'Associazione Imprenditori della Area Industriale di Molfetta, ottanta aziende. Identità visiva e comunicazione di Gaetano Armenio.

«Gaeta, convoca i colleghi. Tu lo puoi fare.» La telefonata arrivò un sabato mattina, dopo la morte di tre operai in zona industriale. Ci avevo già provato anni prima con ZAPP IMPRESA, e allora non aveva funzionato.

 

«Gaeta, convoca i colleghi. Tu lo puoi fare»

Era un sabato mattina quando chiamò Rino Grossano di Grossano Arredamenti. Voce tesa, nessun preambolo: «Gaeta, hai sentito il Sindaco? Inaccettabile. Convoca i colleghi. Tu lo puoi fare.» Le dichiarazioni del Sindaco avevano toccato un nervo scoperto. Rino non voleva solo sfogarsi: voleva che qualcuno facesse qualcosa. E quel qualcuno ero io. Missione accettata.

 

Il primo tentativo era già fallito

Non era la prima volta che ci provavo. Con la rivista ZAPP IMPRESA avevo già tentato di mettere in rete le imprese della zona industriale e costituire una Associazione: una visione comune, un racconto condiviso, un primo nucleo di rappresentanza. Tra la mia ingenuità e qualche collega sedotto dal solito politico di turno, il progetto si era sciolto prima di prendere forma. Nel 2013 il contesto era diverso. Quello che era successo aveva scosso tutti, e la rabbia collettiva vale più di qualsiasi business plan quando si tratta di convincere gli imprenditori a mettersi intorno a un tavolo.

 

Come si costruisce un'associazione da zero

Ripresi il vecchio statuto e, insieme a Loredana Lezoche di Globeco, convocammo i primi incontri presso la sua azienda Myster Chef. Nacque ufficialmente l'Associazione Imprenditori Zona Industriale di Molfetta. Per alcuni mesi ne fui il Presidente.

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: dare alle imprese della zona industriale una voce sola, una rappresentanza che prima non avevano
Recuperi il materiale che hai già, anche se polveroso, il vecchio statuto di ZAPP IMPRESA era ancora buono
Telefona uno a uno, non mandi una circolare o una email
Tieni insieme caratteri diversi senza appiattire le differenze
Usa il loro stesso linguaggio, poi la tua credibilità fa il resto
Ho curato l'identità visiva dell'associazione e la comunicazione

80 aziende e un progetto nuovo

Aderirono circa 80 aziende. L'associazione divenne la base su cui costruire il progetto successivo: MOLFETTAEXPORT.COM il primo tentativo di portare le imprese della zona industriale su un mercato nazionale e internazionale.

 

Cosa ho capito

Gli imprenditori si associano quando hanno paura o quando sono arrabbiati. La condivisione di una visione viene dopo, se viene. Partire dalla rabbia non è il metodo ideale, ma funziona.

 

video > https://youtu.be/yraH91SfVmM?feature=shared

 

 

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Itinerari cicloturistici dal Gargano al Salento, officine e strutture bike-friendly verificate sul campo. Progetto BICIPUGLIA di Gaetano Armenio

«There's nothing!» me lo disse un cicloturista austriaco in una masseria, di ritorno dal Gargano. Da quel vuoto è nato il cofanetto consegnato alla Regione Puglia. Il dominio bicipuglia.it è ancora mio, il portale oggi non è attivo.

 

"There's nothing!"

Me lo disse così un cicloturista austriaco incontrato in una masseria, al rientro da un weekend sul Gargano. Volevo capire com'è la Puglia vista da chi la attraversa pedalando. Lui non ci pensò su, niente informazioni chiare sugli itinerari ciclabili, poche mappe davvero utili, nessun riferimento su officine e assistenza tecnica, quasi zero indicazioni su strutture bike-friendly. Quel "nothing" non era una provocazione. Era un vuoto misurabile, un problema concreto. Per me una possibilità.

 

Il problema era semplice

La Puglia aveva già tutto, paesaggi, luce, borghi, ulivi, strade secondarie, mare e colline. Quello che mancava era il collegamento tra bellezza e fruibilità. Promuovere senza strumenti è come invitare qualcuno a una festa senza dirgli dove si entra. La Regione Puglia affidò a me il lavoro, in maniera informale. Iniziarono mesi di ricerca sul campo, sopralluoghi, contatti con operatori locali, verifica dei percorsi, raccolta di riferimenti. Sviluppai il progetto BICIPUGLIA con una collaboratrice che curava i contenuti tecnici.

 

Il cofanetto consegnato alla Regione

Il risultato fu un sistema di contenuti organizzato per province, dal Gargano al Salento. Ogni area con i suoi itinerari, le sue officine specializzate, le strutture bike-friendly verificate. Un portale web dedicato raccoglieva tutto in un unico punto di accesso. Il dominio bicipuglia.it è ancora mio. Il portale oggi non è attivo.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: dare alla Puglia gli strumenti per essere percorsa in bicicletta, non solo la bellezza da guardare
Parti da chi il territorio lo conosce già, i cicloturisti che ci sono passati
Verifica tutto sul campo prima di scriverlo
Organizza le informazioni per chi è in movimento, mappe leggibili da viaggio non da scrivania
Mappa i servizi reali prima di promuoverli
Ho curato l'identità visiva e la comunicazione del progetto

Cosa ho capito

Un territorio non diventa una destinazione perché è bello. Diventa una destinazione quando qualcuno costruisce gli strumenti per abitarlo. Il cicloturista austriaco non cercava la Puglia perfetta, cercava informazioni affidabili. Sono cose diverse.

 

website > www.bikepuglia.it

 

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248 reportage, una giuria con Gianni Berengo Gardin e 5.000 euro di montepremi per la Settimana Santa in Puglia. Ideazione di Gaetano Armenio.

Due giorni chiusi in giuria nell'Auditorium del Museo Diocesano, e io che accanto a quei nomi mi sentivo un dilettante. Ha vinto il napoletano Michele Sorrentino con la Desolata di Canosa.

 

Un sogno che diventa realtà, e io che non so dove guardare

Ci sono incontri che non capitano. Li insegui per anni, li immagini, a volte li temi. Ospitare Gianni Berengo Gardin nella mia città è stato uno di questi. Avevo ideato un concorso fotografico internazionale sulla Settimana Santa in Puglia, lo stesso patrimonio di riti su cui lavoravo da anni. Accanto a quei nomi mi sentivo un dilettante in prima fila a un concerto leggendario. Parlavo poco, ascoltavo molto, cercavo di memorizzare ogni commento e ogni silenzio. Vicino ai grandi capisci una cosa, la fotografia non è solo immagine, è uno sguardo che sceglie.

 

La mossa da regista, la persona giusta al posto giusto

Il concorso l'ho ideato io. Poi ho fatto la cosa più importante, ho messo la persona giusta al posto giusto. La direzione artistica l'ho affidata a Cosmo Laera, fotografo e docente all'Accademia di Brera, e i reportage arrivavano a lui. Senza Laera quella giuria non sarebbe mai arrivata così lontano. Il progetto l'ho sostenuto con la Regione Puglia, che ha reso possibile il montepremi. Un ideatore non deve saper fare tutto, deve sapere chi chiamare e per cosa.

Due giorni chiusi in giuria, 248 reportage

Il concorso non era una passerella. 248 reportage fotografici da valutare, due giorni nell'Auditorium del Museo Diocesano, con una giuria che ancora oggi fa impressione scrivere per intero: Gianni Berengo Gardin - Denis Curti (Il Fotografo) - Laura Serani (Istituto Europeo di Fotografia – Parigi) - Antonella Gaeta (Apulia Film Commission) - Giancarlo Piccirillo (Pugliapromozione) - Cosmo Laera  fotografo - Enzo Quarto (RAI 3 Puglia)

Ore e ore a confrontarsi su sequenze, coerenza narrativa, forza emotiva, rispetto del rito. Perché raccontare la Settimana Santa in Puglia non significa solo fotografare una processione: significa entrare in un patrimonio di fede, identità e comunità senza tradirlo.

 

Un vincitore e un segnale forte

A vincere è stato il napoletano Michele Sorrentino, con il reportage sulla processione della Desolata di Canosa.Il concorso aveva anche una struttura concreta: montepremi di 5.000 euro. Perché la qualità, se la vuoi davvero, devi anche saperla sostenere.

 

La Cassetta degli Attrezzi

Visione concreta da condividere: portare la Settimana Santa pugliese davanti a uno sguardo internazionale, non solo locale
Mettere la persona giusta al posto giusto, la direzione artistica a Cosmo Laera ha aperto porte che da solo non avrei aperto
Un montepremi reale, i 5.000 euro dicono ai fotografi che il concorso è serio
Tenere intorno allo stesso tavolo istituzioni, enti regionali e media
Ho ideato il concorso e curato la comunicazione visiva

Cosa ho capito

Per due giorni la Settimana Santa pugliese è stata guardata da chi le fotografie le giudica per mestiere, ai livelli più alti. Non era più un rito da spiegare a un turista. Era materia su cui Berengo Gardin e Denis Curti discutevano di sequenza e di rispetto. Quel passaggio, dalla nicchia al tavolo dei grandi, l'ho visto succedere in una stanza del Museo Diocesano.

 

website > www.settimanasantainpuglia.it

video > https://www.youtube.com/watch?v=U9T5PJETWJE