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PROGETTI

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PROGETTI

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2020 - PUGLIAUTENTICA.IT – fare marketing territoriale quando il mondo è fermo
 

Pensare alle vacanze in pieno lockdown

Marzo 2020. L'Italia è chiusa in casa, la Puglia è zona rossa, le uniche mappe che si guardano sono quelle dei contagi. Io prendo il telefono e chiamo i sindaci dal Gargano allo Ionio.
«Armenio, qui è zona rossa!», mi dicono. Io rispondo parlando di itinerari, storytelling e marketing territoriale per il giorno dopo.
Da quella testardaggine nasce l'idea di un brand unico per l'Associazione Pugliautentica: PugliaAutentica.it, la Puglia che non hai mai visto.
Quella che, per decreto, in quel momento non potevi proprio vedere. Un progetto anticiclico, pensato per tenere viva la voglia di Puglia mentre tutto era fermo: riti pasquali, feste patronali, cammini, enogastronomia.
Tutto in stand-by, pronto a ripartire alla riapertura.

 

Una strategia visionaria, o semplicemente folle

Mentre molti sospendevano campagne e investimenti, io fissavo call su Zoom e mettevo insieme pezzi di territorio.
Il risultato è un portale che unisce racconto e promozione turistica, affiancato da un marketplace per sostenere le imprese locali in pieno lockdown.
I numeri della prima fase: 14 comuni dal Gargano allo Ionio aderiscono al primo click, 15 aziende tipiche entrano nel marketplace quando non si può nemmeno uscire dal proprio comune, le spedizioni partono per l'Italia e l'Europa mentre i viaggi sono ancora solo un ricordo.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere: tenere viva la voglia di Puglia proprio mentre nessuno può muoversi, e farsi trovare pronti alla riapertura
> Chiamare i sindaci uno a uno, anche quando la risposta è "qui è zona rossa"
> Lavorare anticiclico: investire quando gli altri si fermano, così alla ripartenza sei già avanti
> Affiancare al racconto un marketplace concreto: dare alle aziende un motivo immediato per esserci, non solo una promessa futura
> Ho curato il brand, l'identità visiva e la comunicazione del portale

 

Cosa ho capito

Nel momento in cui muoversi era vietato, l'unica cosa che potevo fare per la Puglia era prepararne il racconto. 14 comuni e 15 aziende hanno detto sì a un progetto turistico mentre il turismo, di fatto, non esisteva.
Quel sì, arrivato nel mese peggiore possibile, mi ha detto più di qualsiasi ricerca di mercato.

 

website > www.pugliautentica.it
press > www.pugliautentica.it/parlano-di-noi.html
video > https://www.youtube.com/watch?v=BuCpIHUu1hQ
press: www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2021/05/pug-Puglia-autentica-turismo-cultura-agroalimentare-097ed912-afb4-40f4-917b-4a1477c63ea2.html

 

 

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2019 - PUGLIA & SPAGNA - Non Capisci lo Spagnolo Ma Parti con 52 Persone
"Plenilunio di Primavera" porta 52 persone tra Puglia e Spagna. Concerti e mostra fotografica al Palacio Real di Valladolid. Poi quattro città pugliesi ospitano il ritorno.

 

«Buenos días, hablo con el Sr. Armenio…» 

Un giorno squilla il telefono. Dall'altra parte una voce in spagnolo velocissimo. Per qualche secondo penso a un call center particolarmente insistente.
Poi capisco che no: è un invito a incontrarci all'Università di Bari per parlare di un gemellaggio culturale sui riti della Settimana Santa tra Puglia e Spagna.
Da quella telefonata nasce "Plenilunio di Primavera": un progetto di marketing territoriale e culturale che mette in dialogo confraternite, bande, università e istituzioni dei due Paesi.

 

52 persone verso l'ignoto

Alla fine partiamo in 52 per Valladolid: la Banda "Cesare delle Cese" di Bitonto, i confratelli di Vico del Gargano, dirigenti regionali, la coop FeArt di Molfetta, e io, che di spagnolo capisco giusto "buenos días" e poco altro.
Destinazione: il Palacio Real di Valladolid, dove portiamo concerti dedicati ai riti della Settimana Santa pugliese e una mostra fotografica sui riti processionali.

 

Il secondo tempo in Puglia

Il rientro non è la fine del progetto, è l'inizio del secondo tempo. Bitonto, Molfetta e Vico del Gargano ospitano concerti e mostre ispirati all'esperienza spagnola, creando scambi e relazioni tra comunità, amministrazioni e operatori culturali.
Gran finale a Lecce, con un convegno sui riti pasquali pugliesi e spagnoli: qui il progetto esce dalla dimensione del singolo evento e diventa spazio di confronto tra studiosi, istituzioni e territorio.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere: portare le tradizioni pugliesi oltre confine, non solo raccontarle in casa
> Rispondere sì a una telefonata incomprensibile: le opportunità arrivano in lingue che non capisci
> Coraggio e follia creativa come strumenti: non capisci lo spagnolo, non sai dove ti porta, e parti lo stesso con 52 persone per il Palacio Real di Valladolid
> Il secondo tempo in Puglia: fare rete significa anche portare lo straniero a casa, non solo andare da lui
> Chiudere con il convegno: trasformare un evento in spazio di ricerca e confronto istituzionale
> Ho curato grafica, allestimento della mostra fotografica e la comunicazione

 

Cosa ho capito

Plenilunio di Primavera è nato da una telefonata che non capivo. Ho risposto sì prima di aver capito cosa stavo dicendo sì.
Poi 52 persone hanno raggiunto il Palacio Real di Valladolid e quattro città pugliesi hanno ospitato l'onda di ritorno.
I progetti che lasciano un segno, di solito, cominciano con una voce dall'altra parte che parla troppo veloce.

 

 

website > https://www.settimanasantainpuglia.it/content/puglia-spagna.asp?lan=ita

 

video > https://youtu.be/ByBs7Kw1nG8?feature=shared

 

video rai3 > https://youtu.be/1ag-yqVeVE8?feature=shared

 

 

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2017 - Quando lo Chef Ti Accoglie con "Proprio a Te Dovevano Chiamare"
Bitonto in finale per Capitale Italiana della Cultura 2020, sfidando Parma. Tutto cominciato con una guida multilingue e una frase in dialetto. «Ch' tande bitontini propri a taje a' venne chiameu».

 

«Con tanti bitontini proprio te dovevano chiamare»

Così mi salutò, in dialetto, un noto chef alla prima riunione della filiera turistica di Bitonto. Alla diffidenza iniziale sono abituato: la prendo sempre come un'ulteriore sfida.
A chiamarmi era stato l'assessore Rocco Mangini, con una scommessa precisa: puntare su una nuova consapevolezza del patrimonio turistico e culturale di Bitonto da parte di tutti gli operatori, pubblici e privati.
L'obiettivo era costruire un progetto di marketing territoriale capace di tenere insieme storia, arte, tradizioni ed enogastronomia, coinvolgendo Comune e aziende private in un percorso comune.

 

Dal patrimonio nascosto alla guida multilingue

Come avevo già fatto con VISITMOLFETTA.COM, ho guardato Bitonto come se non la conoscessi. Ho lavorato per far emergere la ricchezza del centro storico, l'identità culturale della città, la possibilità di trasformare una meta "di passaggio" in una destinazione riconoscibile.
Il risultato è una guida pocket multilingue, presentata alla BIT di Milano insieme all'assessore Mangini.
Non un catalogo di monumenti: un racconto di luogo vivo.

 

Il finale che nessuno si aspettava

Quell'anno Bitonto ha presentato la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2020 ed è arrivata in finale, sfidando Parma fino all'ultimo. Il sindaco Michele Abbaticchio e l'assessore Mangini avevano costruito una traiettoria precisa.
VISITBITONTO.COM era uno dei tasselli di quella traiettoria.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere: trasformare Bitonto da città di passaggio a meta riconoscibile
> Accettare la diffidenza come sfida: "proprio te dovevano chiamare" è un punto di partenza, non un problema
> Guardare il territorio come se non lo conoscessi: lo stesso metodo di VISITMOLFETTA.COM
> Guida multilingue per le fiere: un racconto che viaggia fisicamente
> Tenere insieme Comune e privati sotto un'unica strategia di marketing
> Ho curato grafica, guida e comunicazione del progetto

 

Cosa ho capito

Una guida pocket non è mai solo una guida. A Bitonto è stata la prima volta che Comune e privati hanno lavorato insieme su un racconto condiviso della città.
Quello stesso anno Bitonto è arrivata in finale per Capitale Italiana della Cultura, sfidando Parma.
Non so quanta parte abbia avuto il progetto. So che la direzione era quella giusta.

 

 

 

 

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2015 - MOLFETTA A EXPOMILANO - Milano invasa con Show Cooking e Bande Musicali
Una giornata intera davanti al Castello Sforzesco, con show cooking, banda, scuole e imprese.
La Bassa Banda arriva fino a Piazza Duomo, i Cuochi Baresi cucinano, le scuole espongono. Marketing territoriale che mette in scena Comune, associazioni e mondo produttivo insieme.

 

Una giornata memorabile, per Milano e per me

Nel 2015 arrivo a Expo Milano con una certezza: se Molfetta va all'Expo, non può limitarsi a un angolino nello stand regionale.
La sindaca Paola Natalicchio ebbe un'idea tanto geniale quanto folle, dedicare un'intera giornata a Molfetta davanti al Castello Sforzesco.
Io mi sono occupato di trasformare quell'intuizione in un progetto vero: non solo presenza, ma racconto corale di una città intera.

 

L’invasione molfettese allo Spazio Expogate

Allo Spazio Expogate ho costruito una giornata a più voci. Ho coinvolto le associazioni cittadine per raccontare le peculiarità turistiche, culturali ed enogastronomiche di Molfetta.
Con l'Associazione Cuochi Baresi ho organizzato uno show cooking dedicato ai sapori di casa.
La Bassa Banda faceva la spola con Piazza Duomo, suonando tra turisti e passanti sorpresi da questa invasione sonora pugliese. Le scuole hanno allestito mostre fotografiche per mostrare la città con gli occhi dei ragazzi.
Per un giorno Milano ha avuto una sua succursale molfettese.
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Gran finale: Molfetta si presenta al mondo produttivo

Nel pomeriggio è toccato all'Associazione Imprenditori Area Industriale di Molfetta, di cui facevo parte.
E qui va detta una cosa: senza quell'associazione, costruita due anni prima, quel pomeriggio non sarebbe esistito.
Era la base che mi dava titolo per presentarmi davanti a un'assessora del Comune di Milano.
Ho presentato molfettaexport.com davanti alla dottoressa Tajani, assessora alle Attività Produttive del Comune di Milano, e agli operatori interessati. Un'alleanza pubblico-privato portata sul palcoscenico di Expo.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Trasformare l'intuizione di altri in progetto: la giornata al Castello Sforzesco era un'idea della sindaca, la regia l'ho costruita io
> Far suonare insieme voci diverse: cuochi, banda, scuole e imprese sotto un'unica direzione
> Portare la musica in strada: la Bassa Banda fino a Piazza Duomo cattura più attenzione di qualsiasi brochure
> Chiudere con le imprese, non solo con la vetrina: la presentazione di molfettaexport.com davanti alle istituzioni milanesi
> Ho curato grafica e comunicazione del progetto

 

Cosa ho capito

Per un giorno Milano ha avuto una succursale molfettese davanti al Castello Sforzesco.
A renderla memorabile non è stato il luogo, ma il fatto che cuochi, banda, scuole e imprese suonassero la stessa partitura sotto un'unica regia.
Quella regia era il lavoro.

 

video > https://youtu.be/qiv_A3KeNNU?feature=shared
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2015 - MOLFETTAEXPORT.COM - Quando raduni 69 Aziende e tutti ti danno del folle
69 aziende dell'area industriale di Molfetta sotto un unico brand d'export.
Un catalogo e un portale multilingue per i mercati nazionali e internazionali. Il porta a porta più faticoso ed entusiasmante della mia vita.
E tutti, all'inizio, a dirmi che era una follia.

 

«È una follia!», e infatti lo era

Quando ho iniziato a parlare di molfettaexport.com, l'idea era semplice e impossibile allo stesso tempo: mettere insieme le aziende dell'area industriale di Molfetta per presentarsi unite sui mercati nazionali e internazionali.
I colleghi mi dicevano: «È una follia». Io chiedevo a ciascuno di fare un passo indietro sull'io per farne cento avanti sul noi.
Mettere da parte diffidenze e gelosie per costruire una rete più forte.
Sembrava una missione impossibile. Non lo è stata.

 

Il porta a porta più faticoso della mia vita

Sono andato azienda per azienda: imprese artigiane, di servizi, commerciali, della meccanica e della produzione.
Alla fine hanno aderito 69 aziende. Alcune sono rimaste fuori solo per mancanza di tempo, non di interesse.
A ciascuna ho chiesto un piccolo contributo economico per realizzare un catalogo multilingue, un portale come vetrina internazionale e il brand territoriale molfettaexport.com. Per mesi ho fotografato le aziende, raccolto le informazioni, scritto i testi, preparato i layout.
Un porta a porta che ti fa rivalutare perfino la vendita di aspirapolveri.
Ma che ti restituisce la misura di quanta energia c'è in un'area industriale quando qualcuno la mette in rete.

 

La rete diventa un soggetto unico

Alla fine del percorso, 8 macrocategorie merceologiche, che raggruppavano una ventina di settori diversi, si sono ritrovate sotto un solo ombrello.
Un catalogo multilingue distribuito nelle principali fiere di settore, un portale come vetrina permanente, un'area industriale riconoscibile che si presentava all'esterno come soggetto unico e non come somma di aziende.
Lo stesso anno ho portato molfettaexport.com a Expo Milano, presentandolo davanti all'assessora alle Attività Produttive del Comune di Milano.
Poi mi sono impegnato in altri progetti e molfettaexport.com si è fermato lì.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere: chiedere a ciascuno un passo indietro sull'io per farne cento avanti sul noi
> Porta a porta, azienda per azienda: una rete così non si costruisce con una mail, si costruisce di persona
> Un contributo economico da ciascuno: chi mette soldi propri tiene di più al progetto
> Catalogo e portale multilingue: una vetrina che parla la lingua dei mercati esteri
> Ho curato fotografie, testi, layout, brand e portale del progetto
> Presentare l'area come soggetto unico, non come somma di aziende

 

Cosa ho capito

Convincere 69 aziende che di solito si fanno concorrenza a mettere il proprio nome accanto a quello del vicino è stato più difficile di qualsiasi catalogo o portale. Il porta a porta non serviva a raccogliere i contributi.
Serviva a far fare a ognuno quel passo indietro sull'io.
Quando lo hanno fatto, l'area industriale ha smesso di essere un elenco di aziende ed è diventata un soggetto solo.

 

video > https://youtu.be/qiv_A3KeNNU?feature=shared

 

video > https://youtu.be/6yjV_EuzMNA?feature=shared

 

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2014 - Ti dicono "non c'è nulla qui" e tu trovi 10 itinerari
VISITMOLFETTA.IT trasforma il "qui non c'è nulla" in dieci itinerari turistico-culturali.
Una frase sentita decine di volte agli incontri con la filiera turistica cittadina. Una guida pocket multilingue, un portale web, dieci itinerari.
Un progetto di marketing territoriale sostenuto soprattutto da privati.
 

«Qui non c'è nulla», famosa ultima parola

«Perché un turista dovrebbe fermarsi a Molfetta? Qui non c'è nulla.»
Questa frase me la sentivo ripetere spesso agli incontri con la filiera turistica cittadina, mentre lavoravo al progetto di promozione turistica VISITMOLFETTA.COM.
Ogni volta rispondevo nello stesso modo: nessun luogo al mondo è davvero vuoto.
Dove c'è una comunità c'è un genius loci, una storia, qualcuno pronto ad ascoltarla se gliela racconti bene.

 

Dal "non c'è nulla" a dieci itinerari

Ho cominciato a guardare Molfetta come se non la conoscessi.
Dal presunto nulla sono venuti fuori dieci itinerari turistico-culturali, ciascuno con un'anima precisa: La Via per l'Oriente, Al Centro della Terra, gli Eventi Pasquali, la Festa di Settembre, il Respiro del Mare, le Vie del Gusto, La Vie en Rose, il Saper Fare, gli Eventi Culturali, Bella di Notte.
Ho trasformato questi temi in una guida pocket multilingue, in italiano, inglese e tedesco, distribuita nelle principali fiere turistiche internazionali, e in un portale dedicato che raccoglieva itinerari, eventi e suggestioni.
Un progetto pensato per dimostrare, nei fatti, che "qui non c'è nulla" era semplicemente una lettura sbagliata del territorio.

 

La Cassetta degli Attrezzi

> Visione concreta da condividere: nessun luogo è vuoto, ogni comunità ha un genius loci che aspetta solo di essere raccontato
> Guardare il proprio territorio come se non lo conoscessi: è l'unico modo per vedere quello che gli abitanti non vedono più
> Dare a ogni itinerario un nome e un'anima: "Bella di Notte" vende più di "itinerario serale"
> Guida multilingue per le fiere internazionali: parlare la lingua di chi compra, non solo la propria
> Finanziamento soprattutto privato: non aspettare il bando pubblico per partire
> Ho curato la comunicazione, la grafica, la guida e il portale web del progetto

 

Cosa ho capito

"Qui non c'è nulla" non era una descrizione di Molfetta. Era il modo in cui la guardava chi la viveva ogni giorno.
Bastava cambiare sguardo per trovare dieci itinerari dove altri vedevano una città di passaggio.

 

 

website > www.visitmolfetta.it
 
video > https://youtu.be/fLA4y8BhDes?feature=shared